[01/06/2007] Aria

Guido Viale: «Inutile migliorare i motori, bisogna ridurre le auto»

LIVORNO. «Il sollevamento delle polveri delle quattro ruote è il maggior responsabile dell’inquinamento urbano». Lo ribadisce Guido Viale, economista ambientale, che oggi pomeriggio a Firenze presenterà il suo ultimo libro “Vita e morte dell’automobile” (libreria Melbookstore Seeber alle 18).
Come esplicitato nel titolo i temi trattati in questo libro sono i danni provocati dall’automobile e le soluzioni che è possibile attuare per ridurre l’impatto della circolazione stradale sull’ambiente.
L’automobile è già da tempo considerata una delle principali fonti di malessere urbano perché divora il nostro tempo negli spostamenti e negli ingorghi, rende l’aria inquinata, contribuisce all’emissione di gas serra in atmosfera, distrugge la socialità sottraendo spazio alla vita associativa. Ma spesso risulta indispensabile per la vita di tutti i giorni.
«La soluzione sta nella mobilità sostenibile, soprattutto nella riduzione del possesso privato del mezzo – spiega Guido Viale – che equivale a incentivare l’offerta di mezzi pubblici. Se andiamo a vedere gli effetti complessivi del traffico, non è possibile imputare solo ai tubi di scappamento la completa responsabilità dell’inquinamento: oltre alle emissioni infatti, c’è l’inquinamento da abrasione. Il 65/70% dell’inquinamento (dati rilevati dall’istituto di Chimica ambientale del politecnico di Milano) è dato dal sollevamento delle polveri pm10 e delle nanopolveri provocato dal passaggio sull’asfalto delle ruote. E qui è il numero dei veicoli che incide e non il tipo di motori - aggiunge Guido Viale - Bisogna dunque ridurre le automobili».

Non le pare un po’ utopistico pensare di riuscire a ridurre le automobili in circolazione? Come pensa che potremmo riuscirci?
«E’ possibile farlo sviluppando il trasporto flessibile (per esempio servizi a domanda e car-sharing): con un modello sostenibile di mobilità tutto questo potrebbe essere arginato. Inoltre organizzando il trasporto flessibile e dunque diminuendo il numero di auto in circolazione sulle strade con la partecipazione negoziata e consapevole di utenti, maestranze, amministrazioni, imprese, enti, associazioni, tecnici e educatori, si potrebbe contribuire alla rivalutazione dell’ambiente urbano».

Quali sono le altre fonti di inquinamento presenti nelle nostre città?
«Non nego affatto che i tubi di scappamento delle auto, il riscaldamento domestico, gli impianti industriali e gli inceneritori contribuiscano all’aumento dell’inquinamento. Penso però alle ricadute materiali di queste fonti emissive: l’emissione in atmosfera di sostanze tossiche, di polveri e di altri inquinanti si deposita sulle strade e le auto passandoci le sollevano e le rimettono in circolo danneggiando anche la salute dell’uomo».

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