[31/05/2007] Urbanistica

I progettisti dell´architettura sostenibile nascono a Livorno

LIVORNO. “Progettista di architettura sostenibile nelle città mediterranee” è il modulo professionalizzante universitario per la formazione e diffusione di una cultura progettuale di tipo ecologico, bioclimatico e marittimo che si svolge ogni anno a Livorno.
Da 17 anni infatti la facoltà di Architettura dell’università di Firenze coordinata con la facoltà di Ingegneria dell’università di Pisa ha individuato in Livorno la sede di studi e di ricerca nel settore dei fronti urbani sull’acqua e in questo contesto e in collaborazione con la Provincia di Livorno, Sintesis, Casalp, Porto di Livorno 2000, Compagnia lavoratori portuali, Ordine degli Architetti di Livorno, Comune di Livorno e Autorità portuale, è stato possibile sviluppare l’esperienza degli ultimi 4 moduli professionalizzati.

«La dizione “modulo professionalizzante” fu coniata dalla regione Toscana su indicazione del ministero dell’Università - spiega Manlio Marchetta, docente di architettura e coordinatore del modulo - L’orientamento è quello della riduzione dei tempi di laurea e l’obiettivo è quello di avvicinare in anteprima gli studenti al mondo del lavoro».

Il modulo comprende solitamente, oltre alle ore di lezioni teoriche, quattro laboratori in cui lo studente opera e produce. Cioè disegna e lavora a un progetto in aule attrezzate presso la provincia di Livorno, assistito dai docenti, come se fosse in uno studio professionale. A tutto ciò si aggiunge poi uno stage presso enti pubblici, studi ed aziende private.

Lo scopo è quello di formare sia sul piano scientifico–culturale (fornire concetti e criteri normativi) sia sul piano delle tecniche operative (dotare di capacità progettuali) figure professionali specializzate nella progettazione architettonica, ecologica e energiticamente sostenibile delle città costiere e dei contesti portuali.

Non a caso il modulo prevede due diversi profili: l’esperto di architettura ecologica e l’esperto di progettazione del fronte portuale.
«Per entrambi i profili le materie di insegnamento sono le stesse – prosegue Manlio Marchetta - ma per l’esperto di architettura ecologica vengono trattate sotto il profilo del risparmio energetico (impiantistica bioclimatica) e materiale biosostenibile. Mentre per il secondo profilo la componente urbanistica è maggiore, con particolare attenzione all’urbanistica di dettaglio sull’acqua e sulla mobilità dei trasporti».

Formare professionisti attenti alla sostenibilità pare quindi essere il criterio direttore di questa iniziativa universitaria: nella speranza di contribuire a sviluppare una cultura progettuale attenta alla comprensione ed all’utilizzo consapevole dei fattori legati ai contesti ambientali marittimi ed ai parametri progettuali fra cui il clima, la morfologia locale, le tradizioni architettoniche, i tipi edilizi tradizionali e innovativi, le configurazioni urbane, i materiali da costruzione, i regolamenti, il risparmio energetico impiantistico e non, la legislazione di settore.

Una cultura che dagli studenti viene convogliata e concretizzata anche attraverso l’elaborazione di progetti completi, come quelli che riguardano ipotesi per una nuova stazione marittima, per il restyling della stazione ferroviaria Livorno porto, più in generale sui sistemi di trasporto via rotaia in città o nel tratto Livorno-Pisa, o infine, solo per citare alcuni esempi, sulla riqualificazione dell’attuale rete di depurazione livornese.

«Avvicinare gli studenti alla professione, all’architettura bioclimatica e al fronte acqua – sottolinea Manlio Marchetta - significa rispondere alla domanda di mercato delle città portuali, che hanno sempre più bisogno di risorse umane specializzate e competenti, in grado di individuare dove intervenire per migliorare l’efficienza e la sostenibilità del territorio».

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