[30/05/2007] Urbanistica

Ci manca solo Marinetti....

Ha ragione Falqui (vedi la nostra rubrica Monitor, ndr) a sostenere che parlare di Firenze è un tema difficile perché nel tempo è divenuta un mosaico di pezzi frammentati. Ed è totalmente condivisibile l´enunciazione dei bisogni che ritiene necessari per questa città cominciando proprio con la richiesta di utilizzo dei grandi contenitori urbani svuotati delle loro funzioni, temi che hanno da sempre animato le proposte e le denunce di Legambiente sul territorio..Credo però che non sia opportuno evocare oggi lo spirito del fondatore del Manifesto futurista, quel Marinetti che nel 1916 idealizzò la velocità quale nuova religione del mondo "per difendere l´uomo dalla lentezza del ricordo, dell´analisi e del riposo.." a meno che si pensi che stravolgere sistemi collinari, falde freatiche e la città per far passare tuboni o treni in grado di farci arrivare a Bologna, ben 15 minuti prima, sia un valore aggiunto...

Marinetti sosteneva anche: “bisogna perseguitare, frustare, torturare tutti coloro che peccano contro la velocità..” ed è quello che è realmente accaduto; la città invivibile, inguardabile e sciatta è cresciuta ad una velocità impressionante. Non è vero che a Firenze non si è costruito, si è edificato molto e male, distruggendo con logiche fondiare e speculative interi pezzi di territorio e aree storiche (vedi ad es. l´ex villa Demidoff a Novoli, l´Alhambra di p.zza beccarla..).

Ancora, in un altro articolo del ´16 urlavano i futuristi: “vulganizziamo le grandi città!” dove provocatoriamente si proponeva di assimilare le città agli scenari bellici (ricorderei anche la leggera vis violenta ed interventista dei suddetti personaggi) per renderle " più tumultuose, per introdurvi l´atmosfera di pericolo, la chiazza di emozione intensa.." Anche questo, paradossalmente, lo vediamo realizzato adesso, mai attraversato i viali alla fortezza nell´ora di punta? L´adesione al fascismo non poi è un fatto così secondario, ricordo che la politica urbanistica del tempo usava il piccone risanatore per risolvere i problemi di degrado, guarda caso dei quartieri operai, per inserire nel tessuto improbabili architettute autocelebrative e realizzava città nuove dense di risibili citazioni di presunta mediterraneità...

Detto questo sono da sempre un interessato ammiratore delle opere dei futuristi,da Boccioni a Severini, da Balla a Depero, da primo Conti a Soffici, incuriosito dai componimenti poetici ma quel coraggio di rottura verso un mondo intorpidito ed ingessato era solo uno degli aspetti di una crisi che tanti lutti avrebbe portato al paese.. oggi non abbiamo un mondo intorpidito, non abbiamo un´accademia da destrutturare, un arida città borghese da reinventare ma abbiamo interessi economici forti, lobby di potere radicate che hanno perso qualsiasi idea di città ed è solo un paradosso inneggiare alla lotta al conservatorismo quando i primi a non conservare sono proprio i presunti conservatori...

Abbiamo perso la sintassi del gusto, il primato della qualità, qualsiasi valore di identità è stato spazzato via da logiche di profitto e pur di dimostrare che Firenze è al passo con i tempi (quali?) abbiamo permesso e permetteremo l´edificazione di strutture che non ci faranno certo finire negli annali di storia dell´architettura.. Dobbiamo costruire una nuova coesione sociale fondata sui diritti e sulla qualità delle funzioni, sui sevizi e sui valori che tengono unita questa città... gli urlatori li metterei da parte...

*presidente di Legambiente Firenze

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