[30/05/2007] Acqua

Consorzi di bonifica, l´Urbat: «Critiche sì, no strumentalizzazioni»

FIRENZE. Come Presidente dell’Urbat - Unione Regionale per le Bonifiche della Toscana - desidero inserirmi nel dibattito apertosi sui Consorzi di bonifica e d’irrigazione.
Voglio innanzi tutto precisare che per me è stato gran pregio poter essere ricordato dalla stampa quale ex consigliere comunale di Pietrasanta. Vado orgoglioso di aver potuto dare un contributo alla mia città attraverso un’esperienza che mi ha fatto crescere e capire i problemi della comunità nella quale vivo. Anche per questo, oggi, essere Presidente di un Consorzio di bonifica è per me un grande onore.
Da alcuni giorni qualificati giornalisti di quotidiani locali e nazionali si stanno dilettando in modo strumentale e approssimativo nel rilevare e fotografare vari aspetti dei Consorzi di bonifica toscani fornendo giudizi tecnici, politici e morali, in articoli anticipati da titoli scandalistici; questo atteggiamento al limite dell’infamia e del dileggio ci offende e offende i lavoratori del settore.
Il maldestro tentativo di far passare queste notizie come informazione al cittadino nasconde subdoli ed incolti giudizi verso i nostri enti; questa informazione di bassa qualità produce solamente danni al cittadino in quanto non comunica la realtà delle cose e dei fatti.
L’Unione Regionale dei Consorzi di bonifica e irrigazione e gli stessi Consorzi, nei comprensori dove operano, hanno sempre ricercato il dialogo, il confronto con i consorziati e con le Istituzioni, mettendosi spesso in discussione, cercando il contatto diretto con i cittadini accettandone le eventuali critiche come importanti contributi per migliorare l’attività e la gestione, avviando processi di riforma e organizzativi tesi all’efficienza e al risparmio; processi che stanno dando i loro frutti.
Il tentativo in atto da parte di alcuni giornali di focalizzare e strumentalizzare i compensi degli amministratori, inserendoli nella problematica del costo della politica, non rendono giustizia alla complessa attività istituzionale che svolgono oggi i Consorzi di bonifica e irrigazione; è fin troppo chiaro come questo sia un maldestro tentativo di fare di ogni erba un fascio. Chiedo invece si faccia una inchiesta seria, che dia il giusto riconoscimento al ruolo che essi rivestono nei tenere assieme idrogeologicamente e idraulicamente questo nostro territorio; si evidenzino con chiarezza gli aspetti da migliorare stando però attenti a non fare ulteriori danni con atteggiamenti qualunquistici.
I Consorzi e la loro organizzazione regionale hanno sempre accettato e accettano critiche forti e oneste indirizzate a migliorare l’efficienza, ma respingono la strumentalizzazione scandalistica contenuta negli articoli di questi giorni nei quali nessun riferimento viene fatto alla attività continua e costante dei Consorzi per 365 giorni all’anno presenti sul territorio nel gestire il reticolo e le opere per garantire sicurezza idraulica, tutela del paesaggio, servizi di irrigazione.
Non voglio dare lezioni di etica ma sostengo che una corretta e professionale informazione deve fornire una versione completa degli aspetti trattati. Negli articoli di questi giorni si è volutamente gettato fango sul sistema e sugli amministratori della bonifica toscana, si è voluto rimarcare come alcuni presidenti abbiano avuto incarichi precedenti, indicando questo come un meccanismo perverso della politica; sembra quasi che chi ha avuto precedenti esperienze di amministratore debba provarne vergogna: questo è semplicemente assurdo.
La riflessione costruttiva avviata all’interno dei Consorzi, di bonifica e irrigazione, in seno alla loro associazione, è volta alla ricerca di politiche di forte innovazione e modernità, in grado di affrontare le nuove e complesse emergenze che ci attendono, dalla crisi idrica al cambiamento del clima, dalla salvaguardia dell’ecosistema alla ricerca di sinergie comuni che producano risparmi di gestione; ma anche nell’avanzare alla Regione Toscana proposte di modifica della legge 34/94 che portino alla riduzione numerica dei consiglieri e alla revisione del sistema elettorale. Sono questi i temi che rappresentano i problemi più acuti da dover trovare soluzione. I Consorzi di bonifica si vogliono confrontare e vogliono portare il proprio contributo, mantenendo saldo il convincimento dell’indispensabilità del proprio ruolo nella prevenzione, manutenzione e difesa del suolo in rapporto stretto con il territorio e le istituzioni locali.

* è presidente dell´Urbat

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