[30/05/2007] Parchi

La Lav presenta il Rapporto Zoomafia 2007

ROMA. La Lav ha presentato il “Rapporto Zoomafia 2007” e dal documento viene fuori un giro d’affari che nel 2006 è di circa 3 miliardi di euro, legato allo sfruttamento illegale di animali da parte della criminalità organizzata. «Corse clandestine di cavalli e infiltrazioni criminali nel settore dell’ippica - spiega Ciro Troiano, responsabile dell’osservatorio nazionale zoomafia della Lav - si confermano i campi in cui la criminalità organizzata sembra concentrare sempre più il suo interesse: un settore, quello delle corse, che da solo produce un business stimato in circa 1 miliardo di euro. Nel 2006 sono state bloccate dalle forze di polizia 7 corse illegali, sequestrati 143 cavalli, denunciate 273 persone e 53 arrestate. Inchieste che hanno portato anche al sequestro di un ippodromo, 3 maneggi e oltre 10mila confezioni di farmaci e sostanze vietate usate per dopare gli animali coinvolti, drogati e costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani, spesso all’imbrunire o di notte. E il doping, oltre che nelle gare clandestine, e in molte gare ufficiali, si è dimostrato essere frequentemente utilizzato anche nelle corse su circuiti cittadini, come i palii e le corse associate a feste padronali, ad opera delle stesse organizzazioni malavitose che gestiscono le gare clandestine».

Poi c’è la “cupola del bestiame”, che fattura almeno 400 milioni di euro attraverso un mercato parallelo delle carni, con truffe ai danni del fisco italiano e dell’Unione Europea, traffico illegale di medicinali, furto di bestiame, falsificazione di documenti sanitari, ed addirittura procurata epidemia e diffusione di malattie infettive, con la commercializzazione di carni e prodotti provenienti da animali malati.

Una cupola rifornita in parte dal il furto di 100 mila capi di bestiame ogni anno e da prodotti immessi sul mercato anche se non idonei al consumo umano. Il bracconaggio è sempre più un’attività criminale organizzata, che coinvolge anche trafficanti di armi modificate, e che secondo la Lav «rifornisce anche i mercati abusivi di fauna selvatica, come quello di Ballarò a Palermo e di Via Brecce a Sant’Erasmo di Napoli, dove ogni settimana sono venduti centinaia di uccelli per un introito per mercato di circa 250.000 euro l’anno. La vendita di animali imbalsamati e il traffico di fauna per l’alimentazione umana, muovono un giro d’affari di circa 5 milioni di euro». il traffico illecito di fauna esotica protetta è ormai un terzo di quello legale, circa 500 milioni di euro l’anno per avorio, pappagalli, tartarughe, caviale e farmaci cinesi realizzati con parti di animali protetti.

Dall’est europeo arrivano ogni anno in Italia circa 30 mila cuccioli di cani importati illegalmente, nonostante fioriscano canili ‘lager’ e il business sui randagi che garantisce intorno ai 500 milioni di euro l’anno, grazie alle convenzioni pubbliche per la gestione dei canili. Ma i cani sono avviati anche ai combattimenti clandestini, e se il fenomeno in Italia sembra in calo, molti cani vengono esportati verso l’est Europa, dove le leggi in materia sono più permissive.

Per quanto riguarda il mare, il rapporto zoomafie denuncia che il saccheggio da parte delle «organizzazioni criminali, muove un giro di affari annuo di circa 300 milioni di euro attraverso il traffico di datteri di mare, o di ricci, destinato al mercato clandestino di ristoratori compiacenti, all’uso delle ‘spadare’ (reti lunghe anche 20 chilometri, al bando dal 2002, che fanno strage di pescespada e di specie protette come delfini, tartarughe, capodogli, usate ancora a centinaia): nel 2006 sono state sequestrate più di 800 chilometri di reti spadare (pari alla distanza tra Milano e Napoli)». Poi c’é la ‘guerra’ per le vongole nella laguna veneta tra pescatori illegali e forze dell’ordine che vogliono evitare l’immissione sul mercato migliaia di tonnellate di vongole inquinate.

«I traffici criminali contro gli animali sono una vera e propria industria dello sfruttamento e della violenza, realizzata con modalità spesso sofisticate ed elaborate - dice Troiano - Uno degli aspetti più preoccupanti è rappresentato dal fatto che i delitti contro gli animali sono sempre più spesso reati associativi, ovvero perpetrati da gruppi di individui legati da vincolo associativo finalizzato alla commissione di crimini connessi allo sfruttamento economico e materiale di animali o di parte di essi. Non ci riferiamo esclusivamente ai reati zoomafiosi classici come i combattimenti tra animali o le corse clandestine, ma anche a forme di maltrattamento meno rozze e meno sospette come il commercio e l’importazione di animali, il racket dell’accattonaggio con animali, la gestione di canili, la vendita di animali imbalsamati, gli allevamenti abusivi. Anzi, alcune tipologie di maltrattamento sono intrinsecamente consociative e trovano la loro consumazione solo sotto forma di evento programmato e organizzato. Sotto questo aspetto, il sodalizio diventa il presupposto necessario per concretare il maltrattamento. Per questo sono necessari l’attenzione, il contrasto e l’intensificazione delle attività investigative di tutti gli organi di polizia».

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