[29/05/2007] Acqua

Arezzo, ai raggi X il servizio idrico integrato di Nuove Acque

AREZZO. Ora la gestione del servizio idrico integrato effettuata da Nuove Acque sarà messa ai raggi X. Questo è quanto fa sapere Ulisse Domini, Presidente della commissione bilancio, tributi e partecipate del comune di Arezzo. «Il consiglio comunale dello scorso 4 maggio ha approvato un atto di indirizzo, in materia di servizio idrico integrato, mediante il quale il sindaco e la giunta sono impegnati a procedere entro il 15 settembre a una verifica completa degli aspetti di natura giuridica, contrattuale, economica e finanziaria, inerenti sia l’ipotesi di riscatto, così come di proposte atte a ridurre o comunque contenere le tariffe, agevolando e incentivando i bassi consumi e i consumi sociali dell’acqua e di individuare, ove ce ne fossero le condizioni normative, contrattuali ed economiche, percorsi che possano portare anche alla ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato».

Domini su quest’ultima questione però vede tempi di attuazione un po’ più lunghi «a mio parere, e secondo il parere di esimi esperti, non si tratta di una possibilità a breve scadenza, ma secondo l’applicazione della normativa vigente in sede di convenzione, se ne può parlare solo fra cinque anni (2012), essendo già scaduto 1/3 (otto anni) dei 25 anni di affidamento della gestione stessa da parte della società francese».

Il sindaco Fanfani ha invitato gli assessori Roberto Banchetti, Giuseppe Marconi e lo stesso Domini a voler dare esecuzione all’atto di indirizzo in materia di servizio idrico, servendosi di una commissione allargata a esperti esterni di riconosciuta autorevolezza e di specchiata indipendenza nonché dell’ufficio comunale delle società partecipate e degli uffici dell’Ato 4 che rappresenta 32 comuni della provincia di Arezzo e 5 di Siena.

«Fra pochi giorni - continua Domini - verrà convocata la Commissione per iniziare un percorso che preveda un’attenta verifica del servizio idrico gestito dalla società mista Nuove Acque, in termini di qualità dell’acqua, degli investimenti fatti, dei risultati conseguiti e delle tariffe applicate da parte dell´Ato 4».

Il presidente della commissione bilancio è prudente però rispetto agli input che vengono dalla Regione: «La commissione dovrà stare molto attenta agli sviluppi circa il modello di area vasta che la Regione toscana vorrà darsi come dimensione territoriale ottimale di programmazione e gestione. Abbiamo infatti già un’area vasta sanitaria che ci dà molte preoccupazioni e non ne vorremo averne un’altra riferita al servizio idrico integrato. Infatti, essere il territorio aretino associato con gestioni economiche negative di altre aree toscane, le quali trovano, in questa modifica territoriale, la soluzione a inadeguatezze sia di investimenti che di qualità del servizio, potrebbe comportare per l’Ato 4 contraccolpi negativi a favore di aree che ancora non hanno fatto se non miseri investimenti. La verifica dovrà necessariamente pensare a una proposta che porti a un giusto equilibrio tra la tariffa e gli investimenti, venire incontro alle famiglie meno abbienti e poter monitorare l’efficienza e l’efficacia della gestione. Inoltre la verifica - conclude Domini - dovrà essere portata avanti da un organismo esterno all’Ato, ma non per questo meno interessato».

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