[25/05/2007] Rifiuti

Realacci: chiederò a Mussi di orientare la ricerca verso la riduzione dei flussi di materia

LIVORNO. Martedì prossimo sarà la volta dell’audizione del ministro dell’Università e della ricerca Fabio Mussi davanti alla commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, che sta ascoltando tutti i ministri interessati sulla questione dei mutamenti climatici e sulle possibili iniziative che ogni ministero può prendere in tal senso.
In particolare a Mussi sarà chiesto di mettere a punto incentivi per chi fa ricerca (probabilmente nel prossimo bando atteso verso ottobre sui Prin (progetti di interesse nazionale) con l’obiettivo di dar vita a veicoli meno inquinanti.

Chiediamo al presidente della commissione Ermete Realacci di spiegarci qualcosa di più sull’iniziativa.
«Il nostro intento ovviamente non si limita alle macchine meno inquinanti, ma vorremmo riorientare la ricerca verso tutte le politiche volte a contrastare il rischio di mutamenti climatici. Per questo stiamo ascoltando i vari ministri: alla fine redigeremo un rapporto completo sulle cose che possiamo fare e su quanto possono incidere. Alla discussione di questo rapporto sarà dedicata una seduta a camere unificate del Parlamento, così da poter passare poi ai fatti. A Mussi in particolare chiederemo appunto di indicare come uno dei terreni principali su cui indirizzare la ricerca, tutte le azioni volte a favorire tecnologie che consentono di ridurre le emissioni e di cambiare passo verso una riconversione ecologica dell’economia».

In effetti, poche o tante che siano, questo governo ha avviato iniziative in grado di orientare almeno in piccola parte l’economia. In realtà però queste azioni, peraltro positive, si sono tutte concentrare sulla riduzione dei flussi di energia (e conseguentemente delle emissioni). Non pensa che sarebbe opportuno d’ora in avanti cominciare a pensare anche a ridurre i flussi di materia?
«Senza dubbio e questo è un terreno su cui ho cominciato a lavorare molto con la mia fondazione Symbola: proprio domani presentiamo a Milano il Piq, il nuovo indicatore che ha come scopo lo spostamento delle produzioni verso una maggiore innovazione, conoscenza e qualità, per favorire quindi la riduzione dei consumi di materia a parità di ricchezza prodotta. Purtroppo questa è un tema su cui ancora in pochi riflettono, ma non mancano anche in Italia esempi positivi in tal senso.

Quali?
«Il primo che mi viene in mente è il vino. Quando si parla dello straordinaria evoluzione del vino italiano ci dimentichiamo che oggi abbiamo ridotto la produzione del 40% rispetto al 1980, investendo tutto sulla qualità legata al territorio. Questo ha voluto dire dare un nuovo e più alto valore alla produzione, ma contemporaneamente si è ridotto i flussi di materia: meno energia, meno acqua, meno bottiglie e in generale meno materiali che entrano nel percorso produttivo vitivinicolo. Quello del vino è un esempio di riconversione ecologica dell’economia».

Quindi a Mussi chiederete di inserire nel bando del Prin anche i progetti di ricerca finalizzati al risparmio di materia?
«Certo, la sfida della qualità è proprio questo e tutto quello che sposta la conoscenza verso la qualità per noi deve essere incentivato».

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