[25/05/2007] Parchi

Mediterraneo, Clini: «Progetto comune per sviluppo sostenibile»

LIVORNO. «E´ necessario un impegno comune per creare progetti di sviluppo sostenibile a lungo termine». Lo ha detto Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell´Ambiente nel corso della Conferenza Internazionale "La protezione e lo Sviluppo Sostenibile dell´Ecosistema Mediterraneo - Mar Nero" organizzata dall´Icef a Venezia.

«Negli ultimi anni il Governo italiano - ha spiegato Clini - ha realizzato 35 progetti di partnership per l´ambiente in collaborazione con Albania, Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Montenegro, Iraq per un totale di 75 milioni di euro, ed in cui il contribuito del Ministero dell´Ambiente Italiano è stato di 38 milioni». I progetti riguardano la gestione integrata delle zone costiere, lotta contro la desertificazione, smaltimento e riciclo dei rifiuti, rifornimento d´acqua, eco-turismo, promozione delle fonti di energia rinnovabile.

Quest´ultima in particolar modo, «rappresenta - ha aggiunto ancora Clini - un punto chiave per lo sviluppo dell´Area Mediterranea» ed in questo contesto l´Italia ha promosso il Medrep (il programma per le energie rinnovabili in Mediterraneo) che coinvolge i governi nazionali, le agenzie e le società per l´energia dei Paesi dell´area, le Nazioni Unite e la Banca Mondiale con l´obiettivo di fornire energia sostenibile e contribuire a limitare il cambiamento climatico, che nell´area del mediterraneo potrebbe rivelarsi nocivo in termini di perdita di aree umide, ecosistemi e biodiversità costiera e marina.

«Tutte le iniziative promosse e sostenute dal Governo Italiano sono state concepite in accordo con i paesi partner con la convinzione che il Mare Nostrum è da considerarsi un bene ed una responsabilità comune. L´Italia ha affrontato la sfida con la certezza che, in quanto Paese del G8, ha il compito più grande ed oneroso ed è per questo che abbiamo scelto il principio della Collaborazione Responsabile come linea guida. Il che richiede azioni concrete per mettere in atto il trasferimento delle conoscenze e per rafforzare i governi locali nella gestione delle risorse naturali. In altra parole - ha aggiunto Clini - ci siamo impegnati per creare insieme progetti di sviluppo a lungo termine».

Clini ha detto anche che nei prossimi decenni molte aree costiere del Mediterraneo saranno esposte ad un aumento di 30 cm del livello del mare a causa dei cambiamenti climatici «Nel 2030 - ha concluso - oltre 250 milioni di persone vivranno nelle città costiere e saranno esposte a rischi crescenti di inondazioni ed erosione. Sarà necessario progettare e realizzare importanti misure di protezione e conservazione: nel Nord Adriatico, tra il Po e il Piave dovranno essere riprogettati i sistemi che proteggono la zona costiera dalle inondazioni, con la realizzazione di opere più complesse e più efficaci delle attuali idrovore. E Venezia dovrà essere protetta dalle acque alte che potrebbero verificarsi fino a 100 volte all’anno entro la metà del secolo».

Clini non pronuncia la parola Mose, ma quest’ultima affermazione sembra in qualche modo alludervi. Il direttore del ministero, tra l’altro, non lo ha mai ritenuto un ecomostro tanto che a dicembre aveva detto: “Credo che i1 Mose rappresenti uno strumento per la difesa flessibile delle acque alte, da usare in casi eccezionali, 1´impatto ambientale in questo caso non sarebbe grave».

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