[24/05/2007] Aria

Le scuole fiorentine non sono a rischio radon

LIVORNO. I livelli di concentrazione di attività di radon misurati sono complessivamente bassi; la media infatti risulta essere di 39 Bq/m3, poco inferiore al valore della concentrazione media regionale derivata dall’indagine nazionale sull´esposizione a radioattività naturale nelle abitazioni, di 48 Bq/ m3, e molto più bassa della stima della concentrazione media nazionale, pari a 70 Bq/m3 . Lo sostiene l’Arpat al termine del indagine promossa dalla Provincia di Firenze (anche se le misurazioni sono state fatte soprattutto nel Comune) per la misura della concentrazione di radon negli edifici scolastici che ha coinvolto 57 edifici e 553 ambienti, prevalentemente occupati per svolgimento di attività didattiche e lavoro d’ufficio del personale docente e non docente.

Gli edifici scolastici si trovano nei comuni di Firenze (40), Bagno a Ripoli (2), Borgo San Lorenzo (3), Figline Valdarno (1), Firenzuola (1), Pontassieve (3), Scandicci (3) e Sesto Fiorentino (4), e sono frequentate da una popolazione scolastica di 28.226 persone, di cui 24.233 studenti. Benché l’indagine abbia visto la collaborazione del personale docente e no docente per la sua realizzazione, le dimensioni degli edifici e il numero ed età della popolazione scolastica hanno avuto un effetto complessivamente non del tutto positivo sui risultati, a causa della percentuale elevata di perdita e manomissione dei dosimetri consegnati.

Un altro dato di estrema importanza emerso dall’indagine è che un solo locale è risultato avere concentrazione media annua superiore al livello di riferimento raccomandato di 200 Bq/m3, mentre in nessun caso la concentrazione media di edificio supera 150 Bq/m3 (secondo l’indagine nazionale in Italia vi sono il 4% delle abitazioni con una concentrazione superiore ai 200 Bq/m3 e l’1% superiore a 400 Bq/m3). Anche nel semestre invernale, che è quello in cui si hanno i livelli più elevati ed è concentrata la presenza delle persone, i valori medi sono relativamente bassi, con un unico dato superiore a 400 Bq/m3 in un locale ad uso didattico presso la scuola Ipsia "Chino Chini" in via Don Minzoni, a Borgo S.Lorenzo, e quattro dati superiori a 200 Bq/m3 .

Un elemento di conoscenza aggiuntivo derivante dall’indagine, dovuto alla tipologia degli edifici considerati, che rispetto alle abitazioni e alle scuole di ordine più basso sono generalmente di maggiori dimensioni e con comunicazione interna anche fra piani, è che le differenze fra secondo piano e piano terreno sono meno rilevanti a causa della circolazione dell’aria. Degli ambienti sotterranei misurati, nessuno ha superato il livello di azione di 500 Bq/m3 previsto dal DLgs 241/00, né il riferimento di 400 Bq/m3, che avrebbe richiesto la ripetizione delle misure l’anno successivo.

Un’ulteriore considerazione da fare è che la maggior parte dei dati raccolti è concentrata nel Comune di Firenze, per cui non è possibile produrre sulla sola base delle misure nelle scuole un’adeguata descrizione territoriale della Provincia. E’ opportuno ricordare che, nell’ambito del progetto regionale per la mappatura della Toscana che Arpat ha l’incarico di realizzare, è in corso l’avvio di una nuova indagine negli ambienti di vita e di lavoro che integrerà le conoscenze attuali e sarà utilizzata per la classificazione delle aree ai sensi della normativa nazionale. Parallelamente alla nuova indagine l’Agenzia sta effettuando una rielaborazione dei dati complessiva, basata anche su informazioni di carattere geologico, che consentirà di valutare i livelli medi di radon attesi anche in assenza di dati sperimentali.

Si ricorda infine che i risultati ottenuti fanno riferimento esclusivamente alle condizioni ambientali, alle caratteristiche strutturali e alle modalità d’uso dei locali nel periodo di esposizione dei rivelatori. Eventuali ristrutturazioni, modifiche all’impianto di condizionamento o variazioni nell’utilizzo degli ambienti potrebbero determinare l’opportunità di nuove misurazioni.

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, che deriva dal decadimento del radio, a sua volta generato dall’uranio. Uranio e radio, insieme al torio, sono anch’essi radionuclidi naturali, presenti sulla terra dalla sua origine, nel suolo, nelle acque e nell’atmosfera. Queste sostanze sono importanti perché la radioattività naturale costituisce la principale fonte d’esposizione dell’uomo alle radiazioni ionizzanti. Il Comitato Scientifico delle Nazioni Unite sugli Effetti della Radiazione Atomica (UNSCEAR) ha infatti stimato che la dose annua per persona dovuta alla radiazione naturale sia circa 2,4 mSv, ovvero pari a circa 85% della dose annua totale Il radon contribuisce per il 50% del totale, per cui è il più rilevante dal punto di vista del rischio.

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