[23/05/2007] Rifiuti

Nerli su Bagnoli: «Senza la Via su Napoli, niente colmata a Piombino»

NAPOLI. A metà aprile è stato raggiunto un accordo presso il Ministero dell´ambiente, che prevede che i materiali provenienti dalla colmata di Bagnoli saranno trasferiti nel porto di Piombino. Il progetto di riassetto dell’area napoletana, un tempo occupata da insediamenti industriali e coordinato da Sviluppo Italia (che ha anche il ruolo di avviare gli atti necessari per la sua più rapida attuazione) prevede la rimozione della colmata e dei pontili, la bonifica dei fondali sottostanti, la rimozione della scogliera, il ripascimento della spiaggia. Contestualmente l´Autorità portuale di Napoli avvierà la predisposizione della cassa di colmata della darsena di levante che potrà essere riempita anche con materiali prodotti dall´attuazione del progetto stesso, a parte però quello che risulterà dalla rimozione della colmata, che appunto è destinato a Piombino, che a sua volta lo userà per gli stessi analoghi scopi.

L’operazione che costerà alla collettività 110-115 milioni di euro, presenta alcuni lati quanto meno dubbi: in particolare perché si esportano fuori da Napoli materiali che farebbero comodo al porto di Napoli, come ha più volte ripetuto il presidente dell’autorità portuale Francesco Nerli e perché si esporta a Piombino una quantità di materiali, presumibilmente assai simili a quelli che ogni anno produce il solo stabilimento Lucchini?
La prima di queste domande l´abbiamo rivolta al presidente dell’Autorità portuale di Napoli, Francesco Nerli.

Presidente Nerli, ha qualche novità in merito all’accordo sul trasferimento dei materiali della colmata di Bagnoli verso Piombino?
«Stiamo lavorando perché sulla base del nuovo progetto che prevede che anzichè i materiali della colmata si debba utilizzare quelli provenienti dal dragaggio del porto, abbiamo dovuto ripresentare una nuova Via, dato che l’esclusione non è stata concessa, e sto aspettando i risultati. Il mio assenso a questo trasferimento avverrà solo al rilascio contestuale della nuova procedura da parte del Ministero dell’ambiente».

Piombino necessita di 1,5 milioni di tonnellate per la colmata da realizzare, che potrebbero essere ricavati dal dragaggio del porto, ed anche lei ha detto più volte che quei materiali sarebbero necessari anche per la colmata prevista per la darsena di levante e per la costruzione del fronte banchina, perché allora trasferirli da altra parte?
«La questione è semplice, è che noi ci mettiamo più tempo. E poi c’è anche il fatto che in questo caso si va a fare anche la bonifica dei fondali, che invece nel nostro progetto non era prevista, anche perché non di nostra competenza».

Quindi il fatto che i cronoprogrammi previsti per i lavori nei due siti, abbiano giocato a favore del porto toscano è vero?
«Si, ritengono che con il trasferimento a Piombino i tempi saranno più brevi. Comunque anche noi non siamo disposti ad aspettare anni per poter partire con il molo di levante. Potremo al massimo aspettare qualche mese, non di più».

Le gare previste per il lavori del porto di Napoli erano previste entro giugno, ha avuto rassicurazioni dal Ministero dell’ambiente per poter andare avanti?
«Siamo nella fase in cui cominciano ad esaminare la nuova procedura di Via, che noi abbiamo realizzato in pochissimo tempo. Nelle prossime settimane mi aspetto che vi siano novità. Anche perché, ripeto, se non si sblocca la procedura di Via sul nuovo progetto e quindi non si potrà procedere in tempi brevi per i lavori sul molo portacontainer, per quanto ci riguarda l’accordo su Piombino potrà attendere».

Ma con l’autorità di Piombino mi siete mai incontrati per discutere di questo argomento?
«Certo, Guerrieri è anche il mio vicepresidente in Assoporti. Ma la questione non è tanto tra di noi, o su quali materiali utilizzare. L’importante è che le garanzie che i lavori possano procedere ci vengano date e che appunto per quanto riguarda Napoli, il Ministero non si prenda anni di tempo per fare la valutazione Via».

Il progetto del trasferimento da Bagnoli a Piombino prevede un costo complessivo di 110-115 milioni di euro. Di questi, una parte sarà presumibilmente destinata anche all’autorità portuale di Piombino. Nel caso dell’autorità di Napoli sono previste compensazioni?
«L’autorità di Piombino visto che smaltirà materiali non suoi attraverso le sue vasche di colmata, si farà pagare per quello. Noi per poter fare il dragaggio dei fondali e ricavare quindi i materiali che ci servono andremo a spendere 25 milioni di euro in più, e certamente ho chiesto al Commissario alle bonifiche di Bagnoli che ci vengano riconosciuti».

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