[23/05/2007] Rifiuti

Flussi di materia? Chi sono costoro?

LIVORNO. Con il sottosegretario all’università Luciano Modica torniamo a parlare dalle novità introdotte dalla finanziaria sul fronte della Ricerca, anche perché nei prossimi giorni sarà pubblicato il primo bando che finanzierà quella che da tutti viene chiamata ricerca di base.

«Esatto, e c’è già subito una grande novità, perché mentre finora vi potevano partecipare solo le università, da quest’anno sarà aperto anche agli enti di ricerca. Il finanziamento complessivo sicuro è di almeno 160 milioni per il 2007, che contiamo di poter incrementare fino a 200. Ricordo che nel 2006 la cifra è stata di appena 80 milioni. A questi vanno aggiunti i finanziamenti per gli capitoli di ricerca previsti, per cui lo stanziamento complessivo di quest’anno è pari a 500 milioni».

Quali sono gli altri capitoli?
«Intanto va ricordato che il ministro dell’Università Fabio Mussi ha fortemente voluto la creazione di questo nuovo fondo unico, il First, che appunto si suddivide in quattro capitoli, il primo, quello della ricerca di base in pubblicazione nei prossimi giorni. Gli altri capitoli, i cui bandi saranno invece pronti tra ottobre e dicembre 2007, riguardano: la ricerca orientata dal governo sui temi di grande interesse nazionale; la ricerca industriale, e infine il quarto capitolo è quello di sostegno ai programmi regionali per lo sviluppo tecnologico delle singole regioni, con Puglia e Piemonte che saranno le prime due regioni a completare il loro programma».

Quali sono i temi di grande interesse nazionale verso cui il governo vuole indirizzare la ricerca del secondo capitolo?
«Ancora non è stato stabilito con certezza. In passato per esempio ha affrontato temi come l’oncologia, genetica, il clima e l’energia, ma la differenza sostanziale è che prima questo bando era legato a situazioni episodiche, ci poteva essere o meno, mentre da quest’anno esiste un capitolo permanente di finanziamento. In linea generale il ministro Mussi propende per quest’anno a individuare come temi centrali per il bando di quest’anno proprio la sostenibilità, l’energia e il clima, la cui centralità ha anche proposto e ottenuto per l’European istitute of tecnologies».

Per quanto riguarda l’efficienza energetica anche in passato è stato fatto abbastanza e si continuerà (speriamo) a fare sempre di più anche in futuro. Ma non pensa che un’analoga attenzione debba essere messa non solo sulla riduzione dei flussi di energia, ma anche sui flussi di materia?
«Gli argomenti specifici non sono ancora stati decisi e non so se qualcuno solleverà questo tema, che in effetti personalmente trovo molto importante e interessante. Ci tengo però a precisare che qui stiamo parlando di ricerca che afferisce solo al ministero della Ricerca e dell’università, ma ci sono anche molti enti di ricerca che afferiscono ad altri ministeri , come per esempio l’Enea al ministero dello Sviluppo economico. Questo per dire che un argomento del genere potrebbe per esempio essere già stato preso in considerazione da altri ministeri» (ma in purtroppo non è così, ndr).

Un po’ alla volta si sta rafforzando la consapevolezza che uno sfruttamento illimitato di risorse finite è impossibile: non pensa quindi che tecnologie e conoscenze in termini di riduzione di flussi di materia potrebbe rappresentare nel medio periodo un’occasione di sviluppo della ricerca italiana, in grado di essere esportate e vendute in tutto il mondo?
«Le ripeto, lei solleva un tema importante, sul quale ritengo che sarebbe davvero necessario lavorare in modo approfondito. Non le so dire ora se ci sono gruppi e imprese che se occupano in modo strutturato. Però mi vengono in mente casi di eccellenza , come per esempio le tecnologie che abbiamo appena venduto alla Cina per l’abbattimento delle sostanze tossiche nei rifiuti conciari, che sono state sviluppate proprio nel polo toscano di Santa Croce».

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