[22/05/2007] Comunicati

Cambiamenti climatici: anche in Ue la politica deve fare di più

LIVORNO. La società civile ha fatto molto per combattere i cambiamenti climatici, ma molto deve essere ancora fatto, in particolare dalla politica. E’ questa la conclusione a cui sono arrivati i partecipanti all’udienza pubblica organizzata dal Comitato Economico e Sociale europeo (Eesc) sul tema del global warming.

Tantissimi i rappresentanti della società civile e delle istituzioni dell’Ue che hanno fatto il punto su che cosa stanno facendo, su che cosa può essere fatto e su che cosa dovrebbe essere fatto per combattere il cambiamento di clima. La lista degli intervenuti ha incluso i rappresentanti dell´industria, dei sindacati, dei Ong e dalle organizzazioni professionali.

Peter Carl, direttore Generale della Dg ambiente dell’Ue ha suggerito il potenziamento dell’emission trading, lo sviluppo della cattura e stoccaggio della C02, il limitare le emissioni nel trasporto e il focalizzare in generale l’attenzione sullo sviluppo sostenibile. Stina Soewarta, del consiglio di gabinetto del commissario dell’ambiente Piebalgs, ha sollecitato una maggiore attenzione all’efficienza energetica attraverso un’informazione migliore dei consumatori, eco progetti e guide di riferimento per gli edifici.

Gli workshop hanno discusso gli esempi pratici dalla società civile nei campi di vita di tutti i giorni, viaggi, consumi e produzione. Al proposito Herbst, della Toyota, ha precisato che il 20% di combustibile può essere conservato cambiando i comportamenti del guidare. Wright, di Intel, ha evidenziato le possibilità che Ict può offrire in termini di lavorare più da casa, più flessibilità negli orari di lavoro per evitare la congestione del traffico, o il ricorso alle teleconferenze anziché all’aeroplano. Joyce, del Consiglio europeo degli architetti, ha spiegato quanto non ci sarebbe l’esigenza del riscaldamento e del raffreddamento nelle costruzioni progettando in modo migliore gli edifici e rispettando il microclima delle costruzioni stesse.

Come detto all’inizio, al termine del convegno i partecipanti hanno convenuto che mentre la società civile sta già facendo molto per combattere il cambiamento del clima e il suo contributo è indispensabile, la politica deve dare segnali molto chiari per poter fare ancora di più. Se questo non avverrà nei prossimi 12 mesi, è stato detto, l´Ue non arriverà con una posizione forte e credibile alle trattative post-Kyoto in programma a Bali a dicembre. E questo renderà ancor più difficile convincere gli Usa ed i paesi in via di sviluppo ad assumersi le loro responsabilità di tagliare le emissioni del CO2.

Torna all'archivio