[21/05/2007] Comunicati

Eco-progetti made in Italy, eco-innovazione e obiettivi futuri

LIVORNO. Il ministro Bersani ha lanciato il progetto per l’eco industria – di cui parliamo nell’articolo di apertura del nostro giornale – e intanto arriva la notizia che 65 eco-progetti made in Italy sbarcheranno presto in Albania, Macedonia, Montenegro e Serbia.

Ad annunciarlo è Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell´Ambiente, al termine della presentazione dei progetti per la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili, sistemi innovativi per la riduzione dei consumi energetici e programmi di riforestazione. Clini ha spiegato quanto questo risultato sia ‘figlio’ del protocollo di Kyoto «che offre interessanti opportunità alle imprese italiane nei Balcani». La realizzazione dei progetti, secondo quanto previsto dal ´´clean development mechanism´´ del protocollo di Kyoto, consentirà la generazione di ´´crediti di emissione´´ che le imprese italiane potranno vendere nel mercato europeo e internazionale dei permessi di emissione. «In questo modo viene assicurato ai progetti un valore aggiunto rispetto alla redditività ordinaria - ha affermato Clini - un modo per trasformare un vincolo ambientale in un’opportunità».

Sempre sul tema del riorientamento dell’economia verso la sostenibilità, la Commissione Ue ha presentato il rapporto sullo stato dell´arte dell´Etap, l´Environmental technologies action plan, che analizza i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi del Piano d´azione, avviato il 28 gennaio 2004, e con cui l´Ue punta a rafforzare la propria leadership nel campo della eco-innovazione.

La notizia è che il rapporto annuncia che la eco-innovazione beneficerà entro il 2013 circa 13 miliardi di euro che saranno indirizzati prioritariamente verso quei settori (come i trasporti e l´edilizia) che ancora hanno ampi margini di miglioramento ambientale.

L´Etap e´ finalizzato a sfruttare tutto il potenziale che le eco-tecnologie possiedono per ridurre le pressioni sulle risorse naturali di cui disponiamo, per migliorare la qualità della vita degli europei e per incentivare la crescita economica e la competitività.

Obiettivo del piano d´azione è quello di eliminare gli ostacoli che impediscono di realizzare tutte le potenzialità delle tecnologie ambientali, garantire che l´Unione europea assuma la leadership mondiale nella loro applicazione e mobilitare tutti gli interessati affinché sostengano questi obiettivi.

In questo contesto, l´Italia ha presentato nel settembre scorso alla Commissione Europea la sua Road map nazionale i cui contenuti costituiscono parte integrante del piano nazionale di riforma per l´attuazione della Strategia di Lisbona.

Obiettivi ambiziosi, dunque, quelli dell´Ue anche perché - come si può leggere su Affari e Finanza di oggi – secondo un rapporto della banca d’affari americana Merrill Lynch i produttori di tecnologie ambientali più importanti – ovvero i cui titoli sono i più attraenti della borsa - sono in Cina, Taiwan e Giappone.

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