[14/05/2007] Acqua

Rischio siccità: Per D´Angelis bisogna agire su due fronti

FIRENZE. «Noto che intorno ai problemi globali e locali di portata eccezionale che stanno mettendo a serio rischio il nostro futuro, come l’acqua, non si riempiono né le piazze né le pagine dei giornali se non in caso di emergenza». Il riferimento neppure troppo velato è alla questione dei Dico, e lo ha fatto il presidente della commissione ambiente della Regione Toscana Erasmo D’Angelis durante la Conferenza regionale sull’emergenza idrica “Il Valore dell’Acqua”, che si è tenuta stamattina presso l’Auditorium del Consiglio Regionale alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Marino Artusa e di molti esponenti delle istituzioni locali, degli enti e degli Ato, delle autorità di bacino, Cispel, Confindustria, associazioni di categoria, sindacati, associazioni di consumatori e di ambientalisti, climatologi del Lamma ed esperti.

Mancano le risorse per tappare i buchi degli acquedotti che perdono metà risorsa per strada e manca una grande campagna di lotta agli sprechi. «Questo andazzo non è più sostenibile anche perché l’emergenza ormai è permanente – prosegue D’Angelis - Per questo, dichiarare per Legge lo stato di emergenza idrica è una necessità. Come fare appello a tutti, industria, agricoltura, famiglie ma anche alla politica e alle autorità competenti chiamate a operare per garantire la salvaguardia e la corretta gestione di una risorsa che mai come in queste settimane tutti considerano limitata e preziosa».

Per D’Angelis alla Toscana ora si pongono due strade entrambe da percorrere: «La prima a lungo termine, che interviene sulle cause dello squilibrio dei mutamenti climatici e che deve vedere la concretizzazione di impegni internazionali, dal protocollo di Kyoto alle misure previste dall’Ue puntando a coinvolgere gli Usa e i grandi Paesi ormai emersi come la Cina e quelli in via di sviluppo, nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. La seconda, politica e più immediata, deve prevedere misure di tutela e di buona gestione della risorsa idrica intervenendo anche qui sulle cause degli sprechi».

Occorre quindi agire con decisione e urgenza sulla manutenzione della rete idrica che ha troppi buchi e perde il 27% di acqua per strada (media nazionale il 42%) con aumento medio dal 1997 ad oggi dello 0,61%, e sugli usi, evitando abusi e sprechi nei consumi domestici, ma soprattutto in agricoltura e nell’industria. Occorrono investimenti nelle campagne di informazione e educazione, incentivi e sgravi fiscali per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, per cisterne di recupero dell’acqua piovana che devono essere obbligatorie nelle nuove costruzioni, per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico, perché solo per innaffiare i campi in Toscana si sparge il 60% d´acqua in più di quella effettivamente richiesta.

«E non possono più essere rinviati interventi strutturali per realizzare piccoli invasi che ci consentano di immagazzinare acqua durante l’anno. Insomma – conclude D’Angelis - si tratta di abbandonare la convinzione che vede l’acqua tra i beni disponibili e accessibili in quantità illimitata e quasi gratuitamente».

Torna all'archivio