[14/05/2007] Comunicati

«Papà, perché non beviamo l´acqua del rubinetto?»

FIRENZE. La Conferenza Provinciale di Educazione Ambientale si è rivelata uno di quegli eventi che lasciano assaporare soddisfazione anche nei giorni successivi.
E’ andata davvero bene, pensiamo anche noi, peraltro spinti da molti riconoscimenti.
In realtà, lo sappiamo bene, noi abbiamo soprattutto da essere grati: ai partecipanti, ai relatori, ai conduttori dei gruppi di lavoro, agli espositori, a quanti, a partire dalle strutture della Provincia, ne hanno assicurato programma, allestimento e funzionamento.

La Conferenza doveva essere ed è stata un luogo vero di questo tempo delle ristrettezze, delle ingiustizie e delle opportunità.
Vero perché anche immaginifico, capace di guardare oltre.
Vero perché anche iperbolico e rivelatore di ciò che è più vero, come il contributo straordinario ed irrinunciabile che viene dalla società con le Associazioni ambientaliste.
Un luogo di incontro, di dialogo e di approfondimento tra persone e soggetti anche di impostazione molto diversa, seppur legati da comuni sollecitudini e passioni.
La cornice, attiva e feconda anche nella Conferenza, di un importante rafforzamento in atto del Sistema Regionale di Educazione Ambientale, ha concorso in modo sostanziale al risultato.

Dopo la straordinaria giornata di giovedì 3, in cui si sono riempiti tre volte i centocinquanta posti del salone, con i ragazzi sul clima, i bambini sull’acqua e i partecipanti della prima sessione della Conferenza, è stato al buffet del venerdì 4 che abbiamo avuto la sensazione netta di quel rapporto più profondo che cercavamo. Naturalmente non nato in quel momento: già i laboriosi, inventivi e ben condotti Gruppi di lavoro del mattino si erano mostrati capaci di raccogliere anni di lavoro comune ed insieme e si offrivano quale esperienza sicuramente da ripetere. Tuttavia più evidente e corposo, il rapporto: quel pasto ottimo delle differenze e dello stare insieme, capace di rivolgersi con discrezione e premurosamente a chi mangia di tutto come a chi non lo fa per scelta di principio, di ispirazione religiosa o di necessità per la salute, ci faceva percepire che nel grande rispetto reciproco, consapevole anche di confronti e scontri avuti e di quelli che probabilmente ci attendono, si libera quel comune sentimento politico per l’ambiente a cui bisogna dare sempre più spazio.

Dalla Conferenza sono emerse tre indicazioni centrali, secondo noi; scambiamoci però le opinioni, su Ecologic@mente.

Si è imposto all’attenzione di tutti quel gran desiderio di fare che viene dal mondo della scuola, soprattutto dal corpo insegnante. Si avverte al contempo come siano ancora giovani le esperienze dell’autonomia e della dirigenza. Ciò è reso palpabile dal lato dell’informazione che non circola bene, non circola abbastanza: sono ancora troppi gli insegnanti cui non giungono, per esempio, le proposte e le opportunità che produce la Provincia. Autonomia e dirigenza che fanno le scelte con insegnanti informatissimi, con organi di democrazia e studenti fortemente attrezzati per una partecipazione pienamente consapevole: tratti prioritari dell’impegno comune che ci attende tutti. Faremo sicuramente un passo avanti martedì 15: già la proposta della Scuola di costituire strutture organizzative di riferimento per le attività di educazione ambientale nelle scuole, fa ben sperare.

L’idea di un servizio strutturato provinciale, nodo centrale di un sistema a rete e protocollare, esce rafforzata nel suo insieme, dal Laboratorio di Didattica Ambientale fino ad attività quali Riciclabilandia; accanto ad iniziative e bandi è il luogo ed il modo in cui meglio si approfondisce la concertazione tra Scuola, Enti locali e territori.

Si è osservato che il ruolo di bambini e ragazzi dell’educazione ambientale nel promuovere un orientamento delle famiglie a favore di comportamenti ecologici e sostenibili può essere impari e dai risultati trascurabili rispetto alla forza ed all’urgenza delle scelte che occorrono.
Per motivi evidenti la considerazione appare giusta; per motivi meno evidenti ma più reali essa, se non è sbagliata, è almeno largamente lacunosa.
E’ in campo la questione principe della libertà, che dobbiamo riuscire a coniugare con l’ambiente.
Con le persone adulte facciamo tutto il possibile, soprattutto con buona informazione, perché i comportamenti virtuosi si affermino come scelta libera e consapevole. Ci pare che vi siano, peraltro, primi segnali di incoraggiamento a continuare, nella prospettiva magari della formazione lungo tutta la vita. In ogni caso, chi di dovere vedrà, al momento, quali mezzi coercitivi e sanzionatori eventualmente adottare.
Con bambini e ragazzi, però, se ci negassimo la fiducia ed il programma che intere generazioni chiamino libertà il senso del limite, scoprendovi un gusto del vivere più sereno ed appagante, riterremmo di aver raccolto in tutta la sua vera altezza la sfida che ci sta davanti?

Eppoi, è così vero che già ora non ci sia un rapporto diretto?
Venerdì sera, rientrando a casa dalla Conferenza, combinazione ha voluto che mia moglie mi abbia detto che la nostra Laura è tornata da scuola chiedendo perché non beviamo l’acqua del rubinetto…

* Luigi Nigi è assessore alle politiche dell’ambiente e del territorio della Provincia di Firenze

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