[10/05/2007] Urbanistica

Piombino, dopo il Piano strutturale, discute del Ptc

LIVORNO. Quale modello di sviluppo per il territorio in rapporto all’ambiente, alla qualità della vita, alla viabilità, alle risorse energetiche. Il dibattito sull’aggiornamento del Piano Territoriale di Coordinamento provinciale, svoltosi questa mattina (giovedì 10 maggio) all’Hotel Phalesia, ha toccato molteplici aspetti della situazione economica e sociale del territorio, con interlocutori del mondo delle imprese, amministratori, rappresentanti delle associazioni economiche e sindacali. Organizzato dalla provincia di Livorno, in particolare dall’assessorato allo sviluppo economico, in collaborazione con il comune di Piombino, il seminario si è configurato come un momento di confronto con i soggetti locali e un’occasione per riflettere sulla situazione economica e sociale.

«Ragionare dello sviluppo significa ragionale della sostenibilità» ha detto il sindaco di Piombino Gianni Anselmi nella sua introduzione. E l’appello ad una crescita qualitativa e alla responsabilità sociale delle imprese è ritornato in molti degli interventi, da quello di Giuseppe Baldacchino dei cantieri Benetti di Livorno, a quello degli altri rappresentanti delle imprese che sono intervenuti (Giovanni Gillerio per Lucchini, Cesare Ricceri per Arcelor, Marco Martinelli per la Solvay). In particolare l’amministratore delegato uscente del Gruppo Lucchini, Giovanni Gillerio, ha ripreso il tema del rapporto tra industria e territorio evidenziando i cambiamenti positivi intervenuti negli ultimi due anni, a partire dall’insediamento del nuovo management. «Nell’aprile 2005 il gruppo presentava delle perdite significative – ha detto Gillerio – il valore dell’azienda era in via di dissoluzione. Fu valutata allora, al momento dell’acquisto da parte di Severstal, 450 milioni di euro. Oggi il profitto è migliorato molto (abbiamo avuto nel 2006 106 milioni di euro di benefico e 330 milioni di cash, mentre il valore dell’azienda, rispetto a due anni fa, è quadruplicato)».

Gillerio ha fatto riferimento inoltre al cambiamento significativo nei rapporti tra azienda e istituzioni. «Dopo i forti momenti di ostilità abbiamo compreso che è necessario investire sul territorio e mantenere un dialogo aperto tra azienda e sue controparti». Sul fronte degli investimenti ha annunciato poi importanti novità, soprattutto nel settore dei prodotti finiti. «I nuovi investimenti porteranno ad avere a Piombino 450 milioni di euro di margine operativo lordo. A quel punto Piombino e il Gruppo Lucchini saranno uno dei migliori produttori siderurgici europei». Presente in sala anche il prossimo successore di Gillerio, Hervè Kerbrat, che dal 3 giugno sarà il nuovo amministratore delegato del Gruppo.

Cesare Ricceri ha concluso il ciclo degli interventi delle imprese affermando l’importanza del Gruppo Arcelor Mittal e la vitalità della realtà industriale piombinese evidenziando anche le criticità e le necessità legate alle infrastrutture. «E’ necessario che le istituzioni e le forze politiche diano risposte precise sulle necessità infrastrutturali legate al tema annoso viabilità – ha detto Ricceri – ricordando che la strada di accesso al porto, il completamento della 398, dovrebbe passare sopra lo stabilimento Arcelor. E questo costituisce certamente un problema».

Va dunque osservato che c’è quanto meno una dialettica in corso tra la discussione in atto su questo Piano Territoriale di Coordinamento provinciale e gli atti già in corso d’opera come il Piano Strutturale, dove appunto – come si può leggere in un altro articolo del giornale – sembra si stia accelerando sulla realizzazione della Fiorentina-Ghiaccioni.

Gli interventi finali hanno portato all’attenzione le questioni legate alla piccola e media impresa, alle infrastrutture e al porto. Luciano Guerrieri, presidente dell’Autorità Portuale, ha infatti ricordato, unitamente alle difficoltà legate alla mancanza di spazi, le grandi potenzialità del porto di Piombino e il forte intreccio tra sviluppo economico, risanamento ambientale e bonifiche. Per il porto di Piombino è prioritaria a questo punto l’attuazione della Variante II, con il primo banchinamento e poi con lo spostamento dei carbonili. Problemi complessi, ha detto Guerrieri, che possono essere risolti solo in presenza di azioni convergenti e mirate all’interesse generale.

A conclusione del dibattito l’assessore provinciale Simone Bartoli ha espresso soddisfazione per i contenuti emersi dalla discussione «Crediamo che una forte concertazione preventiva sia importante per ascoltare tutte le esigenze del territorio. L’impegno della giunta – ha aggiunto Bartoli nelle conclusioni– è infatti quello di approvare il Ptc entro la fine del 2008».

Bartoli fa sicuramente bene ad ascoltare le osservazioni delle diverse aree della Provincia, ma questa è solo una parte del ruolo che ha il Ptc. L´altra è quella di selezionare secondo criteri di sostenibilità. Le semplici sommatorie dei desiderata dei singoli territori non farebbero un Piano.

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