[09/05/2007] Parchi

Santuario dei cetacei, Osservatorio, rigassificatore e area protetta a Calafuria

LIVORNO. La tutela dell’ambiente marino e gli strumenti che le istituzioni possono mettere in campo per attuare efficaci politiche di protezione, sono stati gli argomenti al centro del convegno svoltosi stamani a Palazzo Granducale. L’iniziativa, promossa dalla Provincia e dalla Regione Toscana, ha toccato, in particolare, i temi legati alle attività svolte dal Pelagos per il Santuario dei cetacei e del contributo che, in questo ambito, può dare l’Osservatorio Toscano dei Cetacei, in via di costituzione. Hanno preso parte al convegno il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, l’assessore regionale all’ambiente, Marino Artusa, il presidente del Parco Arcipelago toscano, Mario Tozzi, l’assessore provinciale alla difesa del suolo e delle coste, Anna Maria Marrocco
Sono intervenuti numerosi esperti e i rappresentanti istituzionali delle regioni che si affacciano sull’area del Santuario Pelagos, un’area marina protetta internazionale nata grazie ad un accordo tra Francia, Italia e Principato di Monaco.

«La Provincia di Livorno ha aderito con convinzione al progetto dell’Osservatorio Toscano dei Cetacei – ha detto l’Assessore Marrocco nel suo intervento – ma occorre anche potenziare il collegamento fra le istituzioni e il Santuario Pelagos». Secondo l’assessore con l’Osservatorio sarà possibile promuovere ricerche per il censimento e il monitoraggio delle specie presenti nelle varie zone marine. «Gli studi sull’impatto delle attività dell’uomo sull’ambiente marino e la costituzione di nuove Aree Marine protette (Amp) - ha proseguito Marrocco – rappresentano altri strumenti da utilizzare per salvaguardare una risorsa ambientale importante anche per l’economia dei nostri territori». A questo proposito l’assessore ha annunciato l’intenzione di proporre l’ istituzione di una Amp per il tratto di costa livornese di Calafuria e ha sottolineato la necessità di sostenere il turismo ambientale e sostenibile. “Occorre favorire la riqualificazione delle strutture turistiche in senso eco-sostenibile e promuovere la formazione di figure professionali specifiche come, per esempio le guide per gli avvistamenti di cetacei».

«E’ stata una riunione molto positiva – ha detto l’assessore Marino Artusa - perché ha potuto porre fine ad un pezzo di tragitto. Abbiamo superato un altro step. L’Osservatorio ora è uno strumento messo in rete a favore di tutti, dal settore scientifico, al settore ambientalista, a quello degli appassionati. Abbiamo anche potuto registrare il parere positivo del ministero dell’ambiente che ci conforta. Il lavoro è stato anche apprezzato dalla Regione Liguaria e il sostegno è arrivato anche dalla Regione Sardegna. Ora si tratta di costruire gli organi: il comitato di gestione e quello scientifico. E io ho anche sostenuto che permanga la partecipazione del mondo degli appassionati che possono dare un grande contributo al Santuario. Vogliamo organizzare incontri e iniziative. In particolare con gli armatori delle navi passeggeri che purtroppo spesso hanno incidenti con i cetacei e questo perché c’è un crocevia fittissimo di rotte e quindi c’è la necessità di un grosso lavoro sugli avvistamenti delle balene che può essere fatto dai volontari. C’è poi da valutare anche la questione della velocità: sotto i 13 nodi infatti ci gli incidenti sono molto meno frequenti. Altro tema è quello della difesa del nostro mare dall’inquinamento e quindi controlli in mare e soprattutto a terra. Ho poi avanzato la proposta di evitare l’uso dei sacchetti di plastica per passare mater-bi e Mario Tozzi ha molto apprezzato questa mia iniziativa».

Durante il convegno è stato posto uno striscione del comitato contro l’offshore, che nel progetto sarà installato proprio nelle acque del Santuario. Questo questione è stata afrontatata?
«Oggi no, ma è una criticità di cui è bene parlare».

E’ anche il tema della denuncia presentata da Greenpeace.
«Le riflessioni è giusto che si portino avanti. Sulla questione aveva già espresso un parere il comitato di pilotaggio e aveva detto che non c’erano problemi. Greenpeace fa bene a tenere alta l’attenzione su questo tema di cui è ragionevole continuare a parlare».

Ma la commissione di scienziati che sta valutando il progetto del rigassificatore si occuperà anche di questo?
«No, loro valuteranno la pericolosità e gli eventuali rischi della struttura».

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