[09/05/2007] Energia

Risparmio energetico ed energy manager: tra il dire e il fare

LIVORNO. Il Sole24Ore CentroNord pubblica oggi un articolo sugli energy manager. Si tratta di una figura che ha il compito di promuovere un uso efficiente dell’energia nella propria struttura, riducendo i consumi e i costi di approvvigionamento. Dal 1991, viene ricordato nell’articolo, è la legge sulla Gu che prescrive di dotarsi di un energy manager ai soggetti pubblici e privati con consumi energetici in fonti primarie superiori a 10mila tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) e a mille Tep per quello terziario e della pubblica amministrazione.

In Toscana non tutti i Comuni che dovrebbero essersi dotati di questa figura lo hanno fatto. Noi cominciamo oggi un’inchiesta tra le amministrazioni pubbliche per saperne di più.

L’energy manager del Comune di Firenze è Ilio Massini al quale abbiamo chiesto che cosa è stato fatto in questi anni e quali siano gli obiettivi per il 2007.
«Per la riqualificazione energetica negli edifici ci vogliono anni. Quanto è stato fatto da chi mi ha preceduto sinceramente non lo so. C’è una delibera del Comune che prevede norme comportamentali. L’obiettivo per il 2007 è la riduzione del 5% e che credo che si possa raggiungere facilmente. Poi se riusciamo a fare meglio è tutto di guadagnato. Noi raccogliamo tutti i dati e cerchiamo di limitare gli sprechi. Anche per quanto riguarda gli automezzi. Ci occupiamo anche della riconversione a metano delle centrali. Puntiamo anche ai pannelli solari per e ristrutturazioni. Insomma lo scopo è quello di allinearsi con quanto prevede l’Unione Europea».

Alla Provincia di Pistoia l’energy manager è Alessandro Morelli. Al quale abbiamo rivolto le stesse domande fatte a Massini.
«Abbiamo cercato finora l’applicazione del dpr 412 e abbiamo creato una società con il Comune per la verifica degli impianti termici finalizzata proprio al risparmio energetico. Poi stiamo riconvertendo a metano alcune centrali ad oli pesanti. Inoltre abbiamo in programma la realizzazione di due impianti a biomasse: una presso la Città degli studi di Pescia e un’altra, piccola, nella piscina coperta a San Marcello. Poi stiamo parlando di solare però è una cosa difficile. Al momento ci sono solo ditte esterne che ci chiedono spazi, come terrazzi o copertura di piani per poter installare i pannelli fotovoltaici».

Ma quali sono i vostri obiettivi sul risparmio energetico?
«Non ci sono perché è difficile porsi degli obiettivi. Negli ultimi anni ad esempio è accaduto che accanto ad una maggiore efficienza nel contenimento dei consumi c’è stato un maggiore utilizzo delle strutture. Come per le scuole. Prima erano aperte solo mattina e una volta la settima di pomeriggio ora ci chiedono di essere quasi sempre aperte anche di pomeriggio e fino a tarda sera. Riuscire a capire l’efficacia egli interventi sui consumi elettrici e del riscaldamento è dunque difficile. Un approccio razionale, per dirla tutta, non c’è. Quello che si fa è soprattutto sulla base dei bandi come può essere l’occasione di quelli sul fotovoltaico. Lo stimolo arriva dunque da finanziamenti straordinari. L’ente pubblico finanzia direttamente la messa a norma delle scuole per la sicurezza. E poi la viabilità».

E sul piano della divulgazione di informazioni di buone pratiche di risparmio?
«La nostra è una delle poche Province dove non c’è un’agenzia per l’energia e solo ora si sta attivando un ufficio energia. Quindi ancora non si è fatto niente in questo senso».

Siete molto indietro, allora, anche perché la figura dell’energy manager dovrebbe essere stata inserita fin dal 1991.
«E’ vero, siamo indietro. Effettivamente queste figure esistono ma hanno poco potere anche perché il potere si ha quando si ha un budget, ma questo non c’è».

Al Comune Pisa l’energy manager non risulta esserci. Ne abbiamo parlato con Paolo Ghezzi assessore ambiente del comune.

Avete un energecy manager?
«Credo di no a meno che non sia stato nominato in questi ultimi tempi. Siamo in fase di certificazione Emas e nascendo l’esigenza di nominare nuove figure forse l’energy manager è stato nominato».

Nonostante la mancanza della figura del tecnico responsabile che cosa è stato fatto per la conservazione, l’uso razionale e il risparmio di energia?
«Per i consumi energetici da riscaldamento, il telecontrollo dei 10 impianti degli edifici di proprietà del comune con temperature centralizzate differenziate a seconda della destinazione dell’edificio. Ad esempio in un asilo si prevede che la temperatura non scenda al di sotto di certi gradi per mantenere l’ambiente caldo per i bambini. Siamo attivi nei controlli tecnici. Abbiamo trasferito gli oneri degli 8 euro della autocertificazioni dell’impianto di riscaldamento all’agenzia energia Pisana cioè all’organo competente al controllo. Il contributo verrà rinvestito nei controlli. In tal modo si garantisce la trasparenza: i cittadini versando le 8 euro nelle casse dell’agenzia possono avere cognizione della destinazione del contributo. Per l’illuminazione abbiamo razionalizzato con l’utilizzo di lampade di basso consumo anche negli edifici comunali. Stiamo lavorando, con la collaborazione del dipartimento di Energetica dell’Università di Pisa, per una possibile modifica del regolamento urbanistico. L’elaborazione di linee guida e di regole per la progettazione potranno rendere, in futuro, l’edilizia sostenibile ed autosufficiente».

«Sul fronte dei trasporti – prosegue Ghezzi - il comune di Pisa ha convertito il 66% delle proprie autovetture a benzina in mezzi alimentati a gtm o metano. Nell’ottica della riduzione dell’emissione è in vigore un accordo fra il comune e la Lam, che già conta nella sua flotta 10 autobus a metano, con il quale l’azienda si impegna ad acquistare solo autobus alimentati a metano. Avendo imposto la limitazione della circolazione delle auto private noi dobbiamo essere i primi a dare il buon esempio e rimanere coerenti con il nostro obiettivo».

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