[09/05/2007] Energia

Le raccomandazioni dell’Onu per le bioenergie

LIVORNO. «Numerosi Paesi cercano soluzioni energetiche nell’importazione, mentre le soluzioni si trovano a volte a livello nazionale», ha detto il vice-presidente di Onu-Energie, Gustavo Best, durante la conferenza stampa indetta per lanciare il rapporto “Energia sostenibile: un quadro per i dirigenti”.
Best ha soprattutto richiamato i Paesi in via di sviluppo, e in primo luogo le loro conoscenze sulle problematiche delle bioenergie, in particolare in termini di potenzialità a scala nazionale, «ogni decisione – ha sottolineato – dovrà essere presa tenendo conto della complessità dei settori dell’energia e dell’agricoltura, è là tutta la difficoltà». Per gli agricoltori «ci saranno dei guadagni e delle perdite, è una realtà che dovranno tenere di conto nel prendere decisioni».

Il rapporto affronta le nuove questioni della sostenibilità legate alle bioenergie: povertà, sviluppo agro-industriale, salute, agricoltura, sicurezza alimentare, finanziamenti, commercio, biodiversità e cambiamenti climatici.

«La questione dell´energia ci mette di fronte a numerose sfide – ha sottolineato Mats Karlsson, presidente di Onu-Energie – abbiamo dunque la necessità di riunire le differenti prospettive utili a chi deve prendere decisioni». Karlsson ha ricordato che Onu-Energie ha messo in campo già alla conferenza di Johannesburg nel 2002 tutte le informazioni del sistema dell’Onu riguardanti l’energia, illustrando la volontà di avere un’Onu che parli una sola voce.
«L´energia non fa propriamente parte degli “Obiettivi del Millennio per lo sviluppo”, ma alcuni progressi verso questi obiettivi non potranno essere realizzati senza l’energia» ha detto presidente di Onu-Energie.

Alexandre Muller, vice-direttore della Fao e responsabile del dipartimento gestione delle risorse naturali e dell´ambiente, environnement de l´organisation, ha ricordato che nel Mondo 1,6 miliardi non hanno accesso all’elettricità e che 2,4 miliardi dipendono dalla biomassa tradizionale, ed ha ricordato che «con l’aumento del prezzo del petrolio, i 50 Paesi più poveri del Mondo spendono in media 6 volte di più per l’energia che per la sanità. Le bioenergie costituiscono una enorme opportunità per avanzare ma noi dobbiamo fare un quadro politico, non solamente per i Paesi sviluppati o che vogliono attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici, ma per i paesi poveri» e Muller ha sottolineato la necessità di definire «indicatori internazionali di sostenibilità».

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