[08/05/2007] Aria

Ancora su Civitavecchia e le tecnologie di confinamento della C02

Ho letto le dichiarazioni rilasciate da Giuseppe Vatinno - riportate anche da greenreport - responsabile nazionale Energia ed ambiente di Italia dei Valori. Tali dichiarazioni lascerebbero intendere che la pratica del “confinamento della CO2” è ormai praticabile e risolverebbe i problemi di Civitavecchia.

Ritengo di dover intervenire in proposito. Pur stimando Vatinno, in particolare per lavoro portato avanti insieme sul Programma dell’Unione in materia energetica, debbo rilevare alcuni punti di disaccordo che ritengo di non poco conto:

1) L’esperienza del confinamento della CO2 (cioè la cattura e lo stoccaggio della medesima in siti profondi) risulta essere tuttora in fase sperimentale, con non pochi problemi da risolvere, in un solo sito degli Stati Uniti.

2)Finora non si è mai definito ufficialmente i costi energetici ed economici di tale processo. La loro quantificazione probabilmente renderebbe non più conveniente l’uso del carbone.

3)Non mi risulta che nel sottosuolo di Civitavecchia vi siano giacimenti esausti di dimensioni adeguate, che possano accogliere tale sostanza, e siano definiti quali inconvenienti ciò comporterebbe.

4)Il progetto dell’Enel non prevede assolutamente tale eventualità (evocarlo lascia intendere che ciò sia possibile).

5)I problemi per il territorio di Civitavecchia sono molteplici e non solo relativi alle emissioni della CO2 (concentrazione centrali termoelettriche, emissioni polveri ed altri inquinanti, movimentazione carbone e porto relativo, conseguenze sul sistema agricolo locale, ecc.), semmai le eccedenze di CO2 riguardano l’Italia intera che si troverà a dovere rispondere nei confronti della Comunità Europea a causa dei pesanti sforamenti rispetto al Protocollo di Kyoto e per questo dovrà pagare pesanti penalizzazioni.
Questo è quanto ritenevo doveroso precisare.
Cordiali saluti

*responsabile energia del Partito della Rifondazione Comunista

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