[08/05/2007] Energia

De Boer (Aiea): «Kyoto funziona»

LIVORNO. Il segretario esecutivo della convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici, Yvo de Boer, pensa che i peggiori effetti del global warming possono essere evitati se sarà intrapresa rapidamente una appropriata iniziativa a livello planetario: «la terza parte del rapporto del gruppo di esperti intergovernativi sull’evoluzione del clima (Ipcc) – ha detto a Berlino - presenta una gamma impressionante di possibilità per rispondere alle conclusioni presentate nelle due prime parti, con queste opzioni abbiamo una chance di impedire alcuni degli scenari più catastrofici previsti precedentemente. Uno dei settori chiave della riduzione di questi effetti – ha sottolineato de Boer - è quello della fornitura di energia. Il modo in cui risponderemo al bisogno di energia in futuro determinerà se gli sforzi contro I cambiamenti climatici realizzabili».

Secondo l´Agenzia internazionale dell´energia atomica (Aiea), la domanda di energia aumenterà del 60% entro il 2030. Prima di allora, le infrastrutture di fornitura di energia nel mondo avranno bisogno di un investimento totale di 20 miliardi di dollari, la metà dei quali nei Paesi in via di sviluppo.

Anche per questo aumento imponente del bisogno di energia, per Yvo de Boer «una soluzione solida e approfondita è urgentemente necessaria. La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha una opportunità unica di fornire un meccanismo efficace che contribuisce a lottare contro il cambiamento climatico, salvaguardando la crescita socio-economica e l’eradicazione della povertà».

Le parti della Convenzione si riuniranno a Bali a dicembre nella Conferenza sui cambiamenti climatici dell’Onu e Yvo de Boer spera che in quell’occasione verrà lanciata la negoziazione sul regime da adottare dopo il 2012, alla scadenza del protocollo di Kyoto.

In soli due anni il meccanismo del Protocollo di Kyoto ha prodotto 645 progetti in più di 40 Paesi in via di sviluppo, stimolando gli investimenti Nord-Sud e riduzioni considerevoli di emissioni climalteranti ed entro il 2012.

«Il mercato internazionale del carbonio che è emerso con il Protocollo di Kyoto permette riduzioni di emissioni remunerative nei Paesi industrializzati, facendo così abbassare il costo della messa in conformità con gli obiettivi fissati, rendendo più pulita la crescita economica e generando fondi affinché i paesi in sviluppo possano adattarsi – ha spiegato de Boer – Un’azione globale concertata supplementare può ridurre ancora questi costi».

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