[08/05/2007] Energia

Scorie nucleari, «Non si risolve il problema spostando le barre da una piscina all’altra»

SALUGGIA (Vercelli). Sabato pomeriggio la cittadinanza guidata dal Comitato Contro il Nucleare, Legambiente e ProNatura, è scesa in piazza per urlare il suo no allo spostamento nella notte delle barre irraggiate dall’Eurex - la piscina che perde acqua radioattiva - a quella ricavata in Avogadro, un vecchio reattore della Fiat che già contiene del combustibile nucleare, e che dovrebbe essere chiuso da 12 anni.

Ma una deroga, Apat consenziente, arrivata in comune il 27 dicembre 2006 e firmata dal generale Jean e dallo stesso ministro Bersani, cioè le massime autorità in campo, ha sistemato il problema: si possono trasferire lì altre barre.

«Alle 18 partirà un corteo simbolico che farà il giro del paese - dice Monica del Comitato dei Cittadini - . Come è possibile pensare di risolvere il problema spostando le barre da una piscina ad un’altra? Qui siamo diversi metri sotto il fiume: se la Dora straripa allaga l’Eurex, certo, ma anche Avogadro. Eppure quando ad Aprile ci siamo incontrati con Sogin Arpa e Apat, gli abbiamo dimostrato, dati alla mano, che Avogadro era la scelta sbagliata e che solo Trino dava sicurezze per lo stoccaggio delle barre. Abbiamo chiesto loro se avessero fatto uno studio comparato come chiedeva il ministro Pecoraro Scanio, ma questo studio non l’hanno mai fatto, la scelta e’ stata a senso unico».

Trino, ovvero la centrale nucleare Enrico Fermi, a 20 km da Saluggia. Anche lì c’é una piscina con dentro altre barre nucleari.

Ma perché allora Avogadro?
«Perché secondo loro è la scelta più semplice. Avogadro è a solo 800 metri e la strada è privata. Dalle loro dichiarazioni, per Trino solo per preparare i piani di sicurezza ci sarebbe voluto un anno. Troppo tempo, insomma.»

Ma a Trino le avrebbero volute?
«Il sindaco di Trino aveva detto di no, - risponde - come quello di Saluggia del resto, però qui il trasporto lo fanno lo stesso. E’ giusto?»

Adesso la sua attenzione è rivolta al palco. Stanno leggendo un comunicato. La gente inizia a fischiare. E’ una lettera del sindaco che dice come ne lui ne la giunta parteciperanno alla manifestazione dato il periodo elettorale. «Lo immaginavamo – dice Monica – il 27 ed il 28 ci saranno le elezioni comunali e non vuole tenere in mano questo cerino acceso».

Sul palco sale il rappresentante della Sorin. Dice che hanno raccolto più di 1.000 firme contro la decisione di trasferire ad Avogadro le barre dell’Eurex, ma nessuno li ha ascoltati. Sono anche spaventati, perché nel loro stabilimento c’é già un deposito di rifiuti radioattivi ed Avogadro è a 20 metri dai loro locali.

Ma vi hanno detto quando le porteranno via definitivamente?
«Di preciso non lo sappiamo – ci risponde - devono andare in Francia, ma non ci hanno dato nessuna data precisa. Ma dal primo giorno in cui si insedierà la nuova giunta comunale, gli chiederemo di parlare chiaro. Da subito monitoreremo la situazione per far si che le scorie stiano davvero qui solo 3 anni e poi se ne vadano in Francia sul serio».

La salutiamo mentre parte con il corteo. Ormai la telenovela dell’eredità nucleare va in onda da 8 anni e a Saluggia le puntate si susseguono stancamente su una sceneggiatura ormai logora. E’ cambiato il regista, ma nessuno se ne è accorto, visto che il tema, a quanto pare, è sempre lo stesso: disinformazione e segretezza per una situazione ormai arrivata al limite della sopportazione.

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