[17/04/2007] Comunicati

La sottosegretaria Marchetti tra consumi e riorientamento del mercato

GENOVA. «Le politiche di intervento, specie nei Paesi ricchi, devono ri-orientare la produzione e i modelli di consumo realizzando cambi strutturali dell’economia. E’ il momento di mettere in discussione la categoria dominante di consumo e ragionare invece sui termini sobrietà, risparmio, restauro e riparazione»: è quanto ha sostenuto stamani la sottosegretaria all’Ambiente, Laura Marchetti (Nella foto), intervenendo a Genova nell’incontro sull’Educazione al consumo sostenibile, tenuto su iniziativa della Task force internazionale istituita dal Ministero dell’Ambiente – di cui parliamo in un altro pezzo - per sostenere il Processo di Marrakesch nel Quadro decennale (2002-2011) di programmi per accelerare l’adozione di modelli di consumo e produzione sostenibili.

«In questo contesto - ha aggiunto la sottosegretaria - è fondamentale riappropriarsi del consumo creativo, ludico, “inutile”. Un consumo di qualità, riferito non solo al prodotto ma anche al contesto. Ad esempio si pensi a certificare la qualità del vino non solo come prodotto finale, ma anche in relazione all’insieme naturale e sociale in cui è stato lavorato, al clima, alle narrazioni, all’intero paesaggio».

Conclude la Marchetti: «Come antropologa ritengo che lo sviluppo sostenibile sia un ossimoro, perché la pretesa di continuare a crescere è veramente insostenibile dato lo stato del pianeta. Né si può ridurre l’ambiente ad uno sfondo, a un paesaggio, separandolo sostanzialmente dalla vicenda umana. Ecco perché è il momento di ragionare sugli stili di vita sobri, sul risparmio, sul restauro e sulla riparazione».

Il punto è che per ri-orientare la produzione e i modelli di consumo (e quindi il mercato) – come ha detto la stessa sottosegretaria Marchetti – da chi sta al governo ci si aspettano azioni cogenti. Se è vero che sarebbe «il momento di mettere in discussione la categoria dominante di consumo e ragionare invece sui termini sobrietà, risparmio, restauro e riparazione», è anche vero che non lo si può fare con un editto. La realtà che abbiamo intorno a noi è quella di una economia orientata all’innovazione di prodotto e alla competitività attraverso una produzione quantitativa di merci sempre maggiore. Se questa (non un’altra) economia ha questa grande capacità egemonica, allora lo sforzo, tutt´altro che unilaterale, da fare, è come la coppia democrazia-mercato, si orienta verso la sostenibilità e come ciò si fa domanda collettiva.

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