[17/04/2007] Comunicati

Innovazione e competitività (finalmente) cominciano a far rima con sostenibilità

LIVORNO. Al via l’Agenzia nazionale per l’innovazione. Dopo gli annunci si passa quindi all’azione e da parte del ministro per lo sviluppo Bersani, l’intenzione è quella di fare veramente sul serio per dare gambe al disegno di legge che porta il suo nome e che riguarda il progetto “industria 2015”, per riportare l’Italia ai vertici dei paesi industrializzati. Nel disegno di legge si prevede di riorganizzare il sistema degli incentivi alle imprese per favorire i settori «che sono considerati i driver della crescita, ovvero quelli a maggior contenuto di innovazione tecnologica» per dirla con le parole dello stesso Bersani.

Altro tassello quindi per accompagnare il disegno di legge, che ha già ha mosso i suoi primi passi attraverso l’istituzione del Fondo per la Competitività nella legge finanziaria e il lancio del Progetto “Efficienza energetica”, guidato dallo staff di Pasquale Pistorio.

In effetti su questo aspetto l’Italia ha mostrato evidenti segnali di declino, che ancora sui dati del 2005, non dava segnali di ripresa. L’Italia infatti detiene una bassa specializzazione in settori a medio e basso contenuto tecnologico, subendo in maniera assai forte la competizione con i paesi emergenti, con una ridotta quota di mercato (anche rispetto al resto d’Europa) pure sui prodotti ad alta tecnologia. La bilancia dei pagamenti mostrava infatti nel 2005 (dati Ambiente Italia 2007)ancora incassi irrisori, un forte deficit e un basso volume di acquisti e scambi, riflesso di una persistente marginalità di produzioni e prodotti ad alto contenuto tecnologico e di ricerca.

Quindi è da considerarsi senz’altro un buon segnale per il futuro dell’impresa nostrana, il fatto che parta una Agenzia nazionale per l’innovazione e – dato per noi ancor più significativo - che abbia proprio come primi impegni la valutazione di progetti volti all’efficienza energetica, che verranno dal gruppo guidato da Pasquale Pistorio, ed al quale è stato assegnato un budget di un miliardo di euro da investire in tre anni. Ma oltre all’efficienza energetica l’agenzia dovrà scegliere anche i progetti che riguardano la mobilità sostenibile, altro elemento critico per il rispetto degli obiettivi di Kyoto e su cui il nostro paese è in forte ritardo.

A capo di questa agenzia che dovrà orientare la scelta dei settori di innovazione industriale con particolare attenzione alle tematiche ambientali, su cui Bersani (altra scelta non certo scontata) ha espresso la volontà di dedicare in futuro una parte importante dell’attività del suo ministero, sarà il professor Ezio Andreta. Direttore generale della ricerca e della crescita competitiva dell’unione europea, è quindi un esperto del settore e soprattutto un eccellente trade union con il mondo della ricerca europea sulla sostenibilità, anche in vista dell’avvio del VII programma quadro che sul fattore competitività ha indicato uno dei punti chiave.

L’Agenzia avrà sede presso il nascente Palazzo dell’Innovazione di Milano e ospiterà oltre trecento persone tra ricercatori e specialisti. Scelta non casuale quella della sede milanese, dato che la Lombardia – nel piatto panorama nazionale- è al primo posto in Italia e al 14esimo tra le regioni europee per il tasso di innovazione, secondo una ricerca presentata pochi giorni fa dalla Camera di Commercio di Milano. La classifica ha preso in considerazione cinque indicatori: numero di imprese innovative, numero di brevetti depositati all’Ufficio europeo dei brevetti, numero di brevetti europei ad alta tecnologia, tasso di occupazione nei settori tecnologici e ad alto tasso di conoscenza nell’ambito dell’industria manifatturiera, occupazione nei settori tecnologici e ad alto tasso di conoscenza nei servizi.

Tra le prime 20 regioni europee per tasso di innovazione 11 sono in Germania, 4 in Gran Bretagna, due in Svezia e una in Italia, Francia e Belgio. La strada è quindi senz’altro in salita, ma le premesse sembrano essere quelle opportune, per invertire la rotta e indirizzare l’impresa italiana verso una competitività che abbia finalmente tra i suoi fondamenti la sostenibilità ambientale.

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