[16/04/2007] Energia

Cambiamenti climatici e sostenibilità: una mostra a Prato

PRATO. «Cambiamenti climatici e sostenibilità: il problema e le soluzioni in Toscana»: è il titolo di una mostra sul cambiamento climatico che si tiene da domani a giovedì a palazzo Novellucci. Nata da un progetto di Cnr Ibimet, Fondazione per il clima e la sostenibilità e Antenna Europe Direct Firenze e promossa dalla regione Toscana con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, viene allestita dalla Provincia. L’inaugurazione è prevista alle 15, e la mostra rimarrà aperta fino a giovedì, quando a concludere l’iniziativa, ci sarà (ore 17) insieme all’assessore provinciale all’Ambiente, Stefano Arrighini, l’assessore regionale ad Ambiente e Tutela del territorio Marino Artusa.

C’è anche un gioco riservato alle scuole dal tema DimagrisCO2: metti a dieta i tuoi consumi, a disposizione delle classi schede e pubblicazione che spiegano come si possono ridurre i propri consumi modificando alcuni comportamenti. C’è un mese di tempo per mettere in pratica i consigli e analizzare i risultati da comunicare poi alla segreteria del concorso. In palio gite organizzate nei parchi della Toscana.

Un’iniziativa molto interessante della quale abbiamo parlato con Stefano Arrighini, assessore provinciale all’ambiente di Prato.
«La mostra – comincia Arrighini – è stata costruita dalla Regione. Per Prato è la prima uscita e siamo molto contenti per questa iniziativa. Il tema è di quelli di grandissima attualità e sarà l’occasione anche per fare il punto sul piano dell’energia che stiamo decidendo a Prato: dallo sportello informativo sull’energia, fino all’efficienza energetica nel settore produttivo. Quindi si tratta di un momento educativo e formativo - con gli incontri previsti con diverse scuole - , ma anche di sintesi con vari interlocutori del mondo dell’impresa. Si potranno discutere aspetti legati alle questioni più direttamente ambientali, come la riduzione di C02, fino agli aspetti che riguardano invece la pesantezza della bolletta energetica per l’impresa».

Diceva che farete il punto sul piano provinciale sull’energia. Può dirci di più?
«Stiamo definendo, ma contemporaneamente già portando avanti, un progetto per costruire un apparato conoscitivo sulle inefficienze energetiche ai fini operativi di poter costruire un bando a favore del recupero nella produzione di queste inefficienze. In particolare tarato sulle nostre aziende della provincia che hanno caratteristiche peculiari di inefficienza. Stiamo inoltre lavorando anche per il bando per gli edifici residenziali, ma questo avrà caratteristica più comuni ad altri interventi. L’idea comunque è quella di non veicolare una linea precostituita di incentivi, ma che si basi sulle reali necessità di ogni abitazione. Per questo prevediamo un check up gratuito che servirà per capire ad esempio se ad un’abitazione serve più un pannello solare, o i doppi vetri».

Per quanto riguarda gli edifici pubblici che cosa avete fatto in materia di risparmio energetico?
«Ci sono due cose in particolare da segnalare: la prima, una prossima selezione per trovare un energy manager per un lavoro di verifica dei nostri edifici – dalle scuole, alle palestre ecc. – e che supporti anche i piccoli comuni proprio come consulente nel campo del risparmio energetico; la seconda, una diagnosi energetica per due edifici pubblici per ogni comune della provincia. E abbiamo già visto che ci sono margini notevoli. Ci sarebbe anche un altro lavoro al quale teni9amo molto: la realizzazione di una filiera locale delle biomasse, perché nella provincia pratese, piccola, ma molto boscata, c’è un potenziale di 50mila tonnellate di biomasse. Pensiamo a impianti piccoli e medio piccoli. Un tema per noi importantissimo è quello che le biomasse non arrivino da altre zone e che le nostre non vadano in altre zone. Su questo stiamo lavorando con grande attenzione. Il grosso del lavoro che faccio ora è poi quello di far capire questa opportunità sia alle imprese sia agli operatori agricoli. E ci sono già in ballo possibili interlocutori, in particolare tre-quattro grosse aziende interessate al progetto. Insomma, questa mostra sarà un momento importante per sé e panche per comunicare con il territorio».

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