[16/04/2007] Energia

Riqualificazione energetica degli edifici, serve il “tasso zero”

LIVORNO. Costi troppo elevati, informazioni ancora confuse, e scarso interesse da parte degli istituti bancari. Sembrano essere questi i motivi del ritardato sviluppo di una vera e propria industria della riqualificazione energetica degli edifici, almeno secondo le risposte date dai più importanti amministratori di immobili su scala nazionale, che sono stati intervistati dagli analisti dell’istituto di ricerca e marketing Harley & Dikkinson.

L’«Analisi risparmio energetico» realizzata in collaborazione con Il Sole24ore ha rilevato la sensibilità e la conoscenza degli intervistati sulle tematiche del risparmio energetico da parte di amministratori e condomini, legate alla gestione della spesa condominiale, ma ha anche rilevato la scarsità degli interventi per il risparmio energetico, come per esempio nuove caldaie o accorgimenti specifici. Come dimostra lo studio infatti, siamo ben lontani dagli standard richiesti dalla normativa in quanto meno del 20% degli edifici amministrati rientra nei criteri indicati.

Uno degli interrogativi al quale la ricerca cerca di dare una risposta è quello relativo alla percezione dell’importanza dei problemi che vanno affrontati per giungere ad un intervento di risparmio energetico al fine della costituzione di condomini “energicamente efficienti”.

La risposta frequentemente data dalla maggioranza degli amministratori intervistati è appunto quella inerente ai costi troppo elevati degli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Una soluzione a ciò e dunque una accelerazione alla realizzazione di opere straordinarie finalizzate al risparmio energetico sarebbe - a parere degli intervistati - il finanziamento a tasso zero per gli interventi in questione.

Del resto il boom del credito al consumo che sta contagiando anche il nostro Paese, ormai non soltanto più per l’acquisto della prima casa ma sempre più spesso anche per altre necessità forse meno “necessarie”, potrebbe essere orientato anche verso investimenti finalizzati all’efficienza energetica delle singole famiglie.

Necessità accolta almeno in parte dal Governo che con apposito decreto ha promosso il così detto “conto energia”. Il sistema elaborato dal legislatore prevede la possibilità di ottenere prestiti agevolati per interventi volti al risparmio energetico, per chi acquista pannelli fotovoltaici, la possibilità di rivendere l’energia prodotta in eccesso all’Enel o all’ex municipalizzata e dunque la possibilità di ammortizzare la spesa per l’impianto e di guadagnare nel lungo periodo.

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