[16/04/2007] Rifiuti

Il Vietnam uccide i suoi fiumi

LIVORNO. In Vietnam quel che non sono riusciti a fare defolianti e bombardamenti americani rischia di farlo l´inquinamento: l’acqua dei fiumi intorno ad Hanoi e Città di Ho Chi Minh è praticamente inutilizzabile e lo sviluppo economico velocissimo e incontrollato rende vano qualsiasi sforzo del governo di i canali navigabili. Il governo comunista vietnamita alza le mani impotente davanti ad una situazione che vede industrie, ospedali e fogne cittadine scaricare direttamente nei fiumi.

L’acqua superficiale ad Hanoi è così inquinata che non può essere più utilizzata né per gli usi domestici né per l’agricoltura. L´agenzia internazionale danese di sviluppo e la Banca Mondiale stanno fornendo assistenza al ministero dell’ambiente vietnamita per studiare l’impatto dell’inquinamento idrico nelle zone più popolate. Un rapporto ha messo in evidenza che i bacini dei fiumi Cau e Nhue-Day , vicino alla capitale Hanoi e il bacino del Dong Nai nell’area industriale e commerciale di Città Ho Chi Minh sono praticamente morti.

Intervenire sembra problematico, visto che secondo lo stesso governo una strategia nazionale per la protezione dell´ambiente deve tener conto dell’obiettivo principale: rendere il Vietnam un paese industrializzato entro 2020.

Intanto la situazione ambientale si fa drammatica in alcune parti del paese che fu dei vietcong e la necessità di modifiche legislative per impedire gli scarichi inquinanti sempre più urgente. Il livello di inquinamento dell´acqua si espande così velocemente che senza un’azione decisa, 76 chilometri del Nhue-Day saranno “acqua morta” entro il 2030 e già oggi in 10 chilometri del suo corso non esistono più piante ed animali, nemmeno le forme di vita più resistenti. Intanto nella popolazione aumentano le malattie dell’apparato digerente ed altre minacce alla salute causate dalla scarsa disponibilità di acqua pulita per i poveri.

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