[13/04/2007] Comunicati

Il ruolo chiave di Rispescia per lo sviluppo sostenibile in Maremma

RISPESCIA (Grosseto). Grande parterre con rappresentanti istituzionali, dell’università, del mondo finanziario e del territorio al convegno di questa mattina realizzato da Legambiente presso il Centro per lo Sviluppo Sostenibile di Rispescia (Gr) dal tema “Sviluppo Sostenibile tra politiche ambientali e moltiplicatori territoriali”. Oltre ai relatori previsti dal programma erano presenti infatti numerosissimi amministratori dei comuni minori, il Prefetto di Grosseto, il Vice presidente della Provincia, quasi l’intera giunta municipale – a parte il sindaco - di Grosseto, oltre ad esponenti delle associazioni di categoria e del mondo produttivo.

Angelo Gentili, coordinatore del Centro dello sviluppo sostenibile di Legambiente, ha introdotto il convegno presentando le numerose iniziative realizzate dal Centro di Rispescia a favore della sostenibilità ambientale a partire dal territorio maremmano. A riprova del fatto che se per realizzare una trasformazione in chiave ecologica dello sviluppo è necessario che vi sia una governance globale, sono anche le iniziative che partono dal territorio a dare un contributo insostituibile affinchè questa sfida posa essere vinta. L’assessore all’ambiente del comune di Grosseto, Giuseppe Monaci ha parlato a nome della Giunta Comunale ricordando che «occorre riconoscere e consolidare il fatto che questa struttura opera tutto l’anno per la promozione del territorio e della sostenibilità ambientale».

«Il Comune spesso ha avuto una rendita di posizione dalle innumerevoli attività organizzate da Legambiente - ha detto Monaci- adesso dobbiamo superare questa fase ed impegnarci attivamente in un ruolo propositivo che partirà dall’apertura di uno sportello per le energie rinnovabili e ad una nuova impostazione del ciclo dei rifiuti, passando dalla tassazione al meccanismo della tariffa».

Il presidente della provincia di Grosseto Lio Scheggi, si è soffermato sulla capacità di dialogo di Legambiente, perché «è riconosciuta a Legambiente una visione laica e non integralista delle politiche ambientali, fatta di confronto e non di scontro tra dogmi, pregiudizi e lotte ideologiche, come purtroppo avviene in altre realtà associative».

«I comitati di cittadini che si attivano per manifestare la propria contrarietà a determinate scelte ambientali - secondo Scheggi -spesso non rappresentano una vera espressione di democrazia ma semmai una deriva di populismo ed assemblearismo che non mira a governare il bene comune ma a proteggere interessi privati e particolari. «Di questo passo- ha ribadito il presidente della Provincia- si arriva a delegittimare gli organi istituzionali e magari un presidente di comitato è visto più rappresentativo di un consigliere democraticamente eletto».

Chiamato indirettamente in causa dall’intervento di Scheggi, Roberto della Seta, presidente nazionale di Legambiente, ha ribadito che occorre «mettere in comunicazione la territorialità con la globalizzazione. Non ci si può appiattire solo sul localismo, tuttavia – ha continuato Della Seta - oltre alle sinergie dobbiamo anche rivendicare con forza i punti che ci contraddistinguono e che spesso ci allontanano dalle scelte effettuate dalle istituzioni, citando a mo’ di esempio la costruzione della Autostrada tirrenica, che per Legambiente non rappresenta certamente un modello di sviluppo sostenibile».

Sul tema del turismo sostenibile, corno importante ma critico in un area come quella maremmana Sammuri, presidente del Parco della maremma, ha ricordato l’importanza di non pensare alla realizzazione di nuove infrastrutture e nuovi posti letto, per offrire ulteriori ospitalità nei periodi estivi, quanto invece della necessità di attrezzarsi per allungare la stagione turistica anche in primavera ed autunno e sfruttare il più possibile le potenzialità delle strutture ricettive già esistenti.

In rappresentanza della regione Toscana, il vicepresidente Federico Gelli ha ufficializzato pubblicamente il nuovo corso della regione in tema di sostegno alle iniziative del Centro di Legambiente, ritenuto un punto strategico sul territorio per portare avanti le politiche di sostenibilità.

Infine Ermete Realacci, nella doppia veste di Presidente della commissione ambiente della Camera e di presidente onorario di Legambiente, ha accolto favorevolmente la dichiarata nuova attitudine dei rappresentanti istituzionali a sostenere e supportare (anche attraverso nuovi finanziamenti) le attività effettuate a Rispescia. «Festambiente – ha detto Realacci - è stata insieme al Parco della Maremma la realtà che ha promosso maggiormente in Italia ed all’estero il territorio maremmano ed è giusto che finalmente le istituzioni e gli enti locali le riconoscano questo ruolo».

«Ma è soprattutto sulla partita delle fonti rinnovabili – ha continuato Realacci - che la struttura di Rispescia sta giocando un ruolo formidabile. Quello delle energie rinnovabili rappresenta un settore in forte e continua crescita e bisogna dare atto a Gentili di averci creduto sin dall’inizio».

Una battuta Realacci l’ha voluta riservare anche a chi contesta la realizzazione di impianti di energia pulita. «La Maremma – ha detto Realacci - ha delle buone carte da giocare e a chi contesta che gli impianti per la produzione di energie rinnovabili hanno un impatto sul paesaggio voglio ricordare che la Toscana è stata resa famosa proprio dalle modifiche ed alterazioni effettuate nel corso dei secoli dall’uomo sulle aree rurali, costruendo castelli, torri e casolari sulle colline, sostituendo la macchia con gli oliveti e le vigne. Qualsiasi attività umana ha avuto ed avrà sempre una incidenza sul territorio».

Come a dire è importante la salvaguardia del territorio, ma se si vuole che lo sviluppo diventi davvero sostenibile, è importante anche avere ben chiara la necessità di trasformare il territorio, secondo quella direttrice.

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