[12/04/2007] Rifiuti

Il riciclo che funziona: dalla Toscana 60mila tonnellate di compost di qualità

FIRENZE. Sono stati presentati i risultati del progetto di ricerca promosso e cofinanziato dall’Arsia “Iniziative di collaudo e trasferimento di tecniche idonee per l’impiego di compost di qualità in agricoltura” che, attraverso apposito bando pubblico, era stato aggiudicato a Toscana Ricicla scrl, consociata Cispel che raccoglie le aziende pubbliche toscane produttrici di compost.

«I risultati del progetto – ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, amministratore dell’Arsia – dimostrano le grandi opportunità che il compost può offrire per l’agricoltura toscana. Il nuovo piano di sviluppo rurale 2007-2013 in corso di approvazione a Bruxelles prevede proprio una specifica misura per l’utilizzo di compost in agricoltura. Un elemento di grande rilievo, che evidenzia l’importanza del collegamento tra ricerca, trasferimento dell’innovazione e orientamento delle politiche regionali che devono supportare l’ulteriore prosecuzione e approfondimento delle ricerche in questo campo, oltre che la diffusione dell’impiego del compost nelle aziende. La misura del PSR, tra l’altro, prevede anche un aiuto forfettario pari a 242 euro l’anno (1210 euro in 5 anni)».

Secondo le stime della Regione Toscana, il compost di qualità (ovvero quello costituito solo da materiali di origine vegetale, raccolti separatamente) prodotto in Toscana da circa 10 impianti ammonta a circa 60.000 t/anno mentre la raccolta differenziata di organico domestico, organico da grandi utenze e sfalci e potature è stata, nel 2006, di circa 300.000 tonnellate. Ipotizzando che l’obiettivo, in Toscana, è raggiungere una produzione di compost di circa 120.000 tonnellate nel 2010 e considerando che sulle colture agricole l’impiego medio va da 20 a 30 t/ha, si evidenzia che le superfici agricole interessate, circa 5mila ettari all’anno, sono meno dell’1% della superficie agricola regionale che attualmente è oltre 750.000 ettari.

Tra gli obiettivi del progetto quello di verificare le possibilità di impiego in agricoltura sulle diverse colture, diversi tipi di suolo, diverse aree geografiche e climatiche; verificare, poi, la possibilità di impiego come substrato per le piante in vaso e lo studio di macchine per il trasporto e la distribuzione, oltre ad una valutazione economica del suo impiego rispetto ai prodotti tradizionali. Due i livelli su cui ha agito il progetto: uno scientifico-sperimentale e uno dimostrativo, con circa 50 prove presso aziende agricole toscane.

E in questo senso l’Assessore regionale all’ambiente, Marino Artusa ha precisato l’assoluta determinazione della Regione Toscana a proseguire in questo percorso di integrazione tra le politiche regionali, per arrivare anche alla creazione di sbocchi di mercato per questo prodotto, in grado di produrre reddito per l’agricoltura contribuendo, al contempo, a tutelare l’ambiente anche, ad esempio, incentivando l’impiego di compost da parte delle pubbliche amministrazioni per la gestione del verde pubblico.

Il compost ha dimostrato di essere un prodotto in grado di migliorare nel tempo la struttura e l’attività biologica dei terreni. Inoltre ha dimostrato di avere, oltre ad un elevato valore agronomico, anche un valore ambientale di tutto rispetto: con l’impiego di compost si possono ridurre i fertilizzanti chimici, si producono effetti positivi sulle caratteristiche dei terreni con indubbi vantaggi quali maggior lavorabilità dei suoli e minor necessità di irrigazione.

Nell’ambito del progetto sono state poi messe a punto due “macchine spandicompost” per l’ottimizzazione della distribuzione del prodotto sulle colture tradizionali (mais, grano, frutteto, ecc.).

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