[11/04/2007] Rifiuti

Amianto, dal Friuli un buon esempio di come affrontare il problema

LIVORNO. Una Conferenza regionale sull’amianto secondo quanto previsto dalla L. R. 22/2001. La farà a settembre a Trieste la Commissione regionale amianto del Friuli Venezia Giulia. Compito della commissione: verificare e relazionare sullo "stato di applicazione della legislazione vigente, l´andamento epidemiologico delle malattie amiantocorrelate, lo stato di attuazione del censimento dei siti contaminati da amianto, lo stato di svolgimento delle bonifiche nei siti in cui è presente l´amianto, lo stato dei processi di smaltimento dei materiali contenenti amianto". Oggetto della Conferenza sarà cioè il sistema amianto del Friuli Venezia Giulia, cioè quel complesso di soggetti pubblici e privati che, sulla base di un quadro articolato di norme nazionali e regionali, hanno a vario titolo responsabilità nella gestione del problema amianto, nelle sue diverse fasi, da quella impiantistica delle bonifiche a quella degli accertamenti sanitari e dei riconoscimenti del benefici previdenziali.

Finalmente, dunque, almeno in Fiuli Venezia Giulia, ci si pone il problema non solo di verificare e relazionare
«sull’andamento epidemiologico delle malattie amiantocorrelate» ma anche sullo «stato di attuazione del censimento dei siti contaminati da amianto, lo stato di svolgimento delle bonifiche nei siti in cui è presente l´amianto, lo stato dei processi di smaltimento dei materiali contenenti amianto».

Ovvero si cerca di porre le basi – vedremo poi con quali risultati – per una prevenzione. Una cosa assai seria perché curare o risarcire i danni quando appunto già ci sono è una questione giusta e importante, ma altrettanto importante è bonificare edifici pubblici, scuole, case, fabbriche dove ancora è presente l’amianto stesso. Anzi, sarebbe necessario che fossero previsti finanziamenti proprio finalizzati a questo scopo.

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