[10/04/2007] Rifiuti

Gli albergatori elbani: Danneggiati dalla scarsa raccolta differenziata

PORTOFERRAIO. La scarsa raccolta differenziata che si pratica all’Isola d’Elba - i Comuni sono gli ultimi in Toscana con 5 su 8 sono sotto il 10% e il migliore, Portoferraio, che non raggiunge il 20 - sta dando problemi al settore del turismo. Lo sostiene Legambiente facendosi portavoce degli albergatori locali associati alla sua etichetta ecologica (24 hotel, 2 camping e 1 agriturismo con quasi 2000 posti letto).

«La raccolta differenziata, - sostengono gli associati particolarmente colpiti dal disservizio - per noi è fondamentale anche perché è presente tra gli adempimenti obbligatori previsti dal progetto, ma non viene effettuata in tutti i comuni con le stesse modalità ed in alcuni comuni, come Marina di Campo, non viene effettuata del tutto. Erano anche stati predisposte delle isole ecologiche con cassonetti interrati che non hanno mai funzionato e dove ora sono stati portati cassonetti normali che non vengono però svuotati con periodicità e rapidità con conseguente impatto negativo sull´ambiente e sul turista».

Attualmente – spiega Legambiente - sull´Isola esiste una società partecipata, Esa spa, che serve sei degli otto comuni elbani che comunque fanno tutti riferimento alla stessa per quanto riguarda lo smaltimento, essendo Esa il gestore unico delle discariche elbane. L´ isola produce circa 140 tonnellate di rifiuti al giorno nei mesi estivi e i Comuni elbani sono gli ultimi in Toscana per raccolta differenziata. Una situazione molto pesante, con l´unica discarica, quella di Literno (Campo dell´Elba), che attualmente è inutilizzabile per controversie causate da un progetto di ampliamento; mentre l´ impianto di trattamento dei rifiuti di Buraccio lavora a ritmi ridotti. Attualmente enormi quantitativi – conclude l’associazione ambientalista - di rifiuti vengono spediti tramite autoarticolati in discariche fuori Elba, con costi notevoli e con disagio dei cittadini e dei turisti perché gli autoarticolati vengono addirittura imbarcati su traghetti di linea.

«Molti albergatori dell´Elba – commenta Luigi Rambelli, Presidente Nazionale di Legambiente Turismo - hanno aderito alcuni anni fa ad un progetto di qualificazione ecologica della gestione delle loro strutture realizzato grazie ad accordo con l´Associazione Albergatori e il Parco Nazionale dell´Arcipelago Toscano, e oggi sono impegnati nella raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio. Nell´ambito del progetto sono state messe in atto anche misure per il risparmio idrico ed energetico, e la somministrazione di prodotti alimentari sani (tra i quali i prodotti biologici). Tutti sappiamo bene – aggiunge Rambelli – che i turisti che scelgono una delle più belle isole d´Italia non solo per una “toccata e fuga” sono molto più attenti di altri. Per questo, alle bellezze della natura e del paesaggio, bisogna saper aggiungere anche altro: località ben organizzate, servizi efficienti, capacità di fare buona ospitalità delle comunità locali. Fra queste, una seria raccolta differenziata che richiede la fornitura di contenitori adatti, una efficace campagna informativa, una politica tariffaria che incentivi i comportamenti virtuosi».

«Laddove questo non avviene (questa l´amara conclusione sentita da molti nell´assemblea di Legambiente Turismo svolta qualche giorno fa), causa la mancanza di servizi da parte dei competenti enti pubblici, non solo è più difficile adempiere agli impegni di qualità assunti ma anche fare meglio e bene il proprio mestiere di imprenditori».

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