[05/04/2007] Comunicati

Una task force per l´alga tossica

FIRENZE. Dopo i divieti di balneazione del 2006 per la presenza dell’alga tossica Ostreopsis ovata, ed i ripetuti allarmi degli ultimi anni in numerose località balneari italiane, causando anche problemi alla salute dei turisti. La cosiddetta “alga killer” non è un’emergenza legata solo alla biologia marina, ma un problema più vasto che investe gli operatori turistici, la comunità costiera e l’imprenditoria locale.

«In Italia – dicono all’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat) - esistono esperti di microalghe e il nostro Paese ha le potenzialità per eccellere nello studio dell’ostreopsis ovata e diventare la testa di ponte per affrontare il preoccupante fenomeno Mediterraneo». Per questo il ministero dell’ambiente ha dato mandato all’Apat di «organizzare una linea di lavoro con le Agenzie regionali e provinciali al fine di studiare gli effetti dell’ecologia, del monitoraggio ed ogni altro aspetto utile ad affronatre l’emergenza in vista della stagione estiva».

E’ sto quindi costituito un team nazionale di biologi, esperti di alghe tossiche, che ha coinvolto l’intero mondo della ricerca sull’ostreopsis, che è un tipo di alga poco conosciuta e raramente studiata. Nei prossimi mesi sono in programma tre appuntamenti di confronto fra Apat e Agenzie regionali e provinciali, con i quali si approfondiranno le misure di monitoraggio e sorveglianza del fenomeno e i metodi di campionamento e di analisi delle alghe. Sarà affrontato anche il tema della corretta informazione ai cittadini, specialmente nei momenti di emergenza estiva in cui possono verificarsi fioritura algali.

Nel primo incontro della “task force dell’alga tossica” è stato fornito un quadro completo della situazione in Italia e in Europa, ed è stato presentato “Bentox-net”, il network creato dai biologi ricercatori per lo studio dell’ostreopsis ovata e di molte altre microalghe potenzialmente tossiche. La prima individuazione della ostreopsis ovata risale al 1998 in Toscana, nel sul litorale apuano, in prossimità di barriere artificiali perpendicolari alla costa. Fino al 2005 sembrava che una tale il fenomeno fosse presente solo in Italia, poi sono giunte segnalazioni dalla Catalogna, dalla Grecia e dalla Francia, l’espansione è ormai a livello di Mediterraneo e tracce di ostreopsis ovata si trovano in campioni analizzati in molte località.

In Liguria la maggior parte delle persone colpite manifestava problemi di natura respiratoria dopo essere rimasta sulla costa interessata dalla fioritura di ostreopsis, probabilmente la sintomatologia è dovuta all’inalazione di aerosol ricco di cellule dell’alga «che produce – spiegano all’Apat - una tossina (la palitossina), una delle sostanze maggiormente tossiche presenti in natura, per la quale non è stata ancora definita in sede
Ue la quantità massima ingeribile dall’uomo, oltre la quale diventa nociva per la salute. Il problema è rappresentato soprattutto dal bio-film prodotto dall’alga, una sorta di pellicola che si stacca dall’ostreopsis: questa va ad attaccarsi su rocce e sabbia e in parte entra in circolo nell’aria, formando un aerosol ricco di tossine».

Nelle coste interessate dalla fioritura di ostreopsis il mare assume una colorazione marrone - rossiccia, con schiume in superficie, spesso si ritrovano sulla spiaggia ricci di mare senza aculei e stelle marine con braccia rivolte in posizione anomala. Tra le condizioni che favoriscono la comparsa dell’alga tossica ci sono le alte temperature: la fioritura si è sempre manifestata a luglio e agosto e sopra i 24 gradi, la diffusione dell’ostreopsis ovata dipende anche dalla presenza di costa rocciosa e di macroalghe sulle quali si impianta, da uno scarso ricambio d’acqua, dalla presenza di frangiflutti, barriere e baie chiuse. In vista dell’estate, il sistema delle Agenzie ambientali si sta organizzando per il monitoraggio delle zone più a rischio.

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