[05/04/2007] Elettrosmog

Mari più caldi e vita marina, Australia di fronte ai cambiamenti

LIVORNO. Il Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (Csiro) ha pubblicato un rapporto sui cambiamenti della vita marina australiana prodotti dal riscaldamento climatico. “Impacts of climate change on australian marine life” è il primo studio globale che unisce la ricerca sui modelli climatici e gli impatti sull’ambiente, la biodiversità, la pesca e l’acquacoltura.

Secondo Alistair Hobday, uno degli autori del rapporto, Csiro fornisce così un sguardo globale per la ricerca sugli effetti che il cambiamento climatico potrebbe su spècifici ecosistemi marini specifici.

«Cambiamenti nella circolazione oceanica, correnti, circolazione e posizione delle masse fredde e calde dell´acqua, fanno parte di variabilità stagionale naturale nell´ambiente marino – spiega Hobday – Ma quando si scoprono spostamenti ambientali sostanziali come conseguenza del cambiamento climatico, allora i decision-maker devono chiedersi: quali sono i rischi per le multimilionarie industrie marine e litoranee australiane e per la salute dell´ecosistema marino? Ci possono essere ricadute e implicazioni per le società e le economie umane, particolarmente in Australia, regione in cui le industrie della pesca locali e del turismo potrebbero essere al rischio».

L’allevamento di salmoni atlantici in Tasmania potrebbe non avere un gran futuro se come si prevede la temperatura dell´oceano salirà di uno o due gradi nei prossimi 30 anni. E in Australia la pesca e l´acquacoltura valgono di più 2.5 miliardi di dollari.

Intanto gli oceani stanno diventando più silicei e più acidi per l’aumento dei livelli di anidride carbonica continuano ad aumentare nell´atmosfera, con effetti su molti organismi che usano il carbonato di calcio per i loro scheletri e coperture, compresi i coralli ed i molluschi.

Secondo il rapporto, realizzato per conto dell’Australian greenhouse office che fa capo al governo federale australiano, i gruppi marini che verranno probabilmente più colpiti saranno i reefs corallini tropicali con più frequenti episodi di sbiancamento, i coralli di acqua fredda, le foreste sommerse di kelp, una grande alga, il plancton e le specie che vivono sul fondo del mare. Gli scienziati hanno già verificato cambiamenti nella distribuzione e nella quantità di specie e comunità marine in alcune regioni come il mare di Tasman.

«Le espansioni subtropicali hanno già raggiunto il litorale orientale della Tasmania – spiega Hobday - dove il riscaldamento delle acque avvenuto negli ultimi anni sta alterando l´habitat di una intera gamma di specie e sta introducendo nuove specie come alcuni ricci di mare. Le proiezioni climatiche indicano che le industrie della pesca australiane nelle acque temperate saranno più vulnerabili delle industrie della pesca tropicali. Una lezione che si ricava da questa ricerca è che le informazioni sugli effetti dei cambiamenti climatici sui mari australiani sono frammentarie. Per prevedere meglio i cambiamenti futuri per gli ecosistemi marini australiani, é necessario aumentare i dati d´osservazione accoppiati a modelli tecnici».

Intanto tartarughe, tonni, dugonghi e meduse si spostano verso I mari divenuti più caldi «Non è un disastro che loro possano muoversi verso il sud – spiega Hobday – Ma quando siete sulla punta della Tasmania, dopo non avete più nessun posto dove andare», per la fauna delle acque temperate rimarrebbero solo l’oceano che separa l’Australia dai freddi mari antartici.

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