[08/03/2007] Trasporti

L’Europarlamento chiede di fermare le carrette dei mari

LIVORNO. Erika (nella foto), Estonia, Prestigi, Herald of Free Enterprise.. nomi di navi che ricordano disastri ambientali e problemi non ancora risolti. Sono ancora troppe le carrette dei mari che navigano lungo le coste europee, spesso con bandiere ombra o di paesi “ad alto rischio", cariche di sostanze tossiche che minacciano l’ecosistema marino e costiero, bombe galleggianti sospese sull’economia del turismo e della pesca. Per questo gli Eurodeputati chiedono più sicurezza in mare visto come area di vitale importanza per l´Ue

Da Lisbona, l’agenzia per la sicurezza marittima dell´Unione europea (Emsa), fa sapere che il trasporto marittimo contribuisce per il 35% al commercio intra-europeo e per il 90% a quello extra-europeo. Il mare, rappresenta un´importante via di trasporto per i 350 milioni di europei che ogni hanno utilizzano le navi per muoversi tra 600 porti dell´Ue

La commissione trasporti del Parlamento europeo ha approvato sette relazioni per aumentare la sicurezza marittima che dovrebbero essere approvate definitivamente ad aprile. Fra le varie proposte della relazione "controllo nell´approdo delle navi in territorio europeo" affidata alla deputata francese Dominique Vlasto (partito popolare europeo), che fa seguito al documento della Commissione europea sul "terzo pacchetto marittimo per migliorare la sicurezza dei mari", emergono tutta diverse misure per incrementare gli attuali i livelli di sicurezza, come il divieto di circolazione per le navi che vengono trattenute nei porti dell´Ue più di due volte negli ultimi 36 mesi. Gli eurodeputati chiedono che Commissione Ue ed Agenzia marittima organizzino un sistema di gestione dei dati con un elenco delle navi a rischio e di quelle soggette a prossima ispezione.

Il terzo pacchetto, anche per l’allargamento dell’Unione Europea a paesi con flotte non proprio moderne, prevede l´introduzione di ispezioni periodiche delle navi con possibilità di messa al bando nel caso risultino pericolose. Un provvedimento che rafforza il "memorandum d´intesa di Parigi" del 1982 sulla sicurezza marittima del 1982, diventato legge nel 1995, e prevede ispezioni obbligatorie al 24% delle navi di stanza nei porti dell´Ue.

Il memorandum d´intesa di Parigi pubblica ogni anno una lista nera delle flotte a rischio, suddividendole in categorie a seconda del livello di sicurezza, tra le peggiori ci sono una compagnia della Corea del Nord o navi albanesi ma anche della Slovacchia, un paese che è entrato nell’Unione Europea ma che è privo di sbocco al mare.

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