[08/03/2007] Rifiuti

Lunga vita alle batterie al piombo!

LIVORNO. Nel 2006 sono state 11.504 le tonnellate di batterie al piombo esauste raccolte e avviate al riciclo dal Cobat in Toscana. In tutto in Italia sono state 191.743 tonnellate, pari a oltre 15,8 milioni di singole batterie, da cui sono state recuperate circa 107.300 tonnellate di piombo, 9.000 tonnellate di plastiche nobili (polipropilene) e neutralizzati oltre 31 milioni di litri di acido solforico.

Capofila nella raccolta è la Lombardia, con circa 33,6 mila tonnellate, seguita da Veneto (21,5 ton), Emilia Romagna (18,5), Campania (18,1), Lazio (16,6), Piemonte (14,4) e Sicilia (13,7). Subito dopo la Toscana, che è quindi settima. Con il piombo recuperato nell’anno passato sono stati risparmiati oltre 110 milioni di euro sulle importazioni di questo metallo.

«I dati di raccolta del 2006 – ha dichiarato Giancarlo Morandi, presidente del Cobat – confermano l’efficienza e l’efficacia del lavoro svolto dal consorzio. La capillarità e la rilevanza dell’azione di raccolta assicurata dai nostri raccoglitori incaricati confermano al Cobat un ruolo cruciale per una gestione adeguata e sicura di questi rifiuti pericolosi, a tutela della salute pubblica e per la protezione dell’ambiente».

La quantità totale delle batterie esauste raccolte in Italia nel 2006 sarà però definitivamente nota al termine del mese di giugno. Già oggi è però possibile affermare che con il consuntivo finale di giugno, per la 2a volta consecutiva, in Italia la raccolta totale supererà quota 200 mila tonnellate. Il Consorzio, infatti, stima che le altre imprese private operanti nel nostro Paese abbiano contribuito quest’anno alla raccolta per circa 12.000 tonnellate.

Le batterie riciclate sono quelle al piombo di auto, camion, mezzi agricoli, mezzi per la nautica. Le batterie dei treni, dei muletti elettrici dei supermercati e simili. Inoltre quelle presenti negli impianti stazionari (ex: i gruppi di continuità degli ospedali, delle centrali elettriche etc – tutti quei posti dove l’elettricità non può mancare) e le batterie che alimentano i ripetitori di telefonia dove non arrivano i fili elettrici

Il riciclo delle batterie al piombo esauste mediante il recupero del metallo in esso contenuto presenta notevoli vantaggi per la collettività, sia in termini economici sia ambientali. Il piombo “secondario”, infatti, è identico a quello estratto dal minerale, è riutilizzabile all’infinito e per la sua lavorazione è possibile un risparmio energetico pari al 66% rispetto al piombo “primario”. Essendo l’Italia un Paese importatore di tale minerale, la riduzione dei volumi da acquistare contribuisce positivamente alla bilancia nazionale dei pagamenti. A tale scopo basti pensare che il metallo riciclato dalle batterie esauste rappresenta oltre il 50% della produzione italiana di piombo nonché circa il 40% del fabbisogno nazionale. Se il riciclo non fosse possibile, inoltre, lo smaltimento delle batterie potrebbe avvenire solo con il conferimento in discariche idonee a ricevere rifiuti tossico-nocivi. Si calcola che, dall’inizio della sua attività, il Cobat ha sottratto allo sversamento nell’ambiente circa 425 milioni di litri di acido solforico diluito.

Sono sei gli impianti consorziati del Cobat in Italia che effettuano il riciclaggio delle batterie, con una capacità di 442.000 tonnellate per anno, superiore rispetto ai volumi provenienti dalla raccolta. Tali impianti sono situati in Lombardia, in Campania, in Calabria e in Sicilia: Eco-Bat S.p.A. - Paderno Dugnano (MI) Piomboleghe S.r.l. - Brugherio (MI) Piombifera Bresciana S.p.A. - Maclodio (BS) Eco-Bat S.p.A. - Marcianise (CE) Me.Ca. S.r.l. - Lamezia Terme (CZ) E.S.I. S.p.A. - Pace del Mela (ME)»

Il processo di recupero avviene sostanzialmente in quattro fasi: la frantumazione delle batterie; la fusione; la raffinazione del prodotto; l’tilizzo del piombo secondario.

Il piombo ottenuto dal processo di riciclaggio ha gli stessi utilizzi del piombo ottenuto da minerale in quanto ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche e grado di raffinazione. Il mercato è internazionale e le quotazioni sono determinate al London Metal Exchange. Il consumo nazionale di piombo si attesta intorno alle 280.000 t/a di cui oltre 200.000 t/a prodotte in Italia. Di queste oltre 100.000 t/a sono di piombo ottenuto dal riciclaggio delle batterie esauste. Il piombo viene reimmesso nel ciclo industriale per trovare impiego soprattutto nella produzione di nuovi accumulatori, ma anche per il rivestimento di cavi di trasporto d’energia, nell’industria chimica, in quella delle ceramiche, nonché per la produzione di apparecchiature radiologiche e lastre e tubi per l’edilizia.

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