[08/03/2007] Acqua

Perché l´acqua costa troppo?

PISTOIA. Perché l´acqua costa troppo? Alcuni amministratori locali rispondono dicendo che «il costo industriale non è giustificato solo dalla gestione degli impianti idrici....., ma anche e soprattutto dagli investimenti che sono necessari per ammodernare il sistema...».

Voglio provare ad aggiungere qualche ulteriore argomentazione:
1) l´attuale modulazione delle tariffe è ingiusta perché il costo del consumo non è calcolato a persona, ma ad utenza e quindi penalizza i nuclei familiari numerosi (penalizzati dalle tariffe per i consumi più alti proprio per questo): il sistema tariffario deve essere cambiato, garantendo tariffe eque per i consumi necessari (150 litri al giorno a persona) e penalizzando a crescere i consumi più alti, in modo da scoraggiare lo spreco dell´acqua (perché, questa risorsa fondamentale della vita, si sta riducendo e va salvaguardata anche per le generazioni future).

2) Lo spreco di acqua è notevole anche nei settori produttivi, in gran parte attraverso l´utilizzo di pozzi privati: anche in questa direzione è necessaria una politica che consenta una drastica riduzione dei consumi e uno degli "incentivi" più efficaci è sicuramente una politica (decisa da Province e Regione) che applichi tasse sui pozzi calcolate in base ai consumi effettivi di acqua, con un sistema tariffario che penalizzi in crescendo la quantità di acqua prelevata.

3) Anche un´azienda pubblica, nella gestione dei servizi idrici, può provocare aumenti alti delle tariffe: questo accade quando è gestita male, cioè quando sono stati scelti dirigenti che non hanno le necessarie capacità professionali (e, in questo spreco di denaro pubblico, contribuisce anche l´eccessiva composizione dei consigli d´amministrazione: per esempio, Publiacqua Spa ha 19 consiglieri e ne basterebbero 5 con capacità professionali riconosciute da tutti).

4) Anche l´ingresso dei capitali privati, nelle aziende che gestiscono i servizi idrici, ovviamente non avviene per beneficenza: vogliono la remunerazione garantita del capitale (7%) e, come dimostra il "caso Arezzo", più capitale privato uguale tariffe più alte della Toscana.
Le risorse necessarie per gli investimenti possono essere ottenute dal sistema creditizio evitando di pagare il costo aggiuntivo della remunerazione del capitale privato, anche perché la mercificazione del consumo dell´acqua porta nella direzione esattamente contraria ad una politica di riduzione dello spreco di acqua per poterla garantire a tutti anche in futuro.

Per tutte queste ragioni è necessaria la firma dei cittadini, a sostegno della Legge popolare per la gestione pubblica dei servizi idrici: a Pistoia tutti i sabati mattina c´è il banchetto in Via Roma(di fronte alle poste), oppure negli uffici di Pistoia Informa.

* Giuliano Ciampolini è del Comitato unitario pistoiese per la gestione pubblica dell´acqua

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