[07/03/2007] Parchi

Zucconi: «Che strana riunione sui parchi...»

PIOMBINO (Livorno). Ho appreso dalla stampa che sindaci, in carica e non, sono stati riuniti per discutere dei parchi. Prendo atto che all’incontro non è stata invitata la Società Parchi. Sempre dalla stampa apprendo che, più che il merito dei problemi sollevati da studiosi e associazioni, la principale preoccupazione è stata quella di riaffermare che tra i compiti della Parchi «non rientra la pianificazione urbanistica che è prerogativa dei consigli comunali».

Affermazione incomprensibile se si considera che la competenza dei Comuni in questa materia è sancita da leggi e che mai nessuno, nella Società Parchi, ha solo immaginato di rivendicarla. Anzi, in più occasioni, qui e altrove, ho sostenuto che un elemento di distinzione di questa esperienza è proprio quello di aver mantenuto in capo ai Comuni il potere di pianificazione dei parchi, a differenza di quanto accade laddove vengono istituiti Enti provinciali, regionali o nazionali.

Se si avverte il bisogno di fare una simile affermazione, dunque, il problema non è il potere dei Comuni, ma il “diritto” della Società ad esprimere “valutazioni” sulla tutela dei beni che è chiamata a gestire. E la tutela è condizione essenziale per la loro valorizzazione, anche economica.

E questo è strano poiché è del tutto normale che quando un Comune compie scelte territoriali in questa materia si avvalga di competenze specialistiche, tanto più se espresse da una sua azienda. Del resto, in più occasioni, sono stati proprio i Comuni a chiedere alla Società Parchi contributi e conoscenze per la pianificazione.
Il Comune di Campiglia, nel 2006, dopo aver avviato la variante per consentire la realizzazione del progetto di sviluppo della cava di Monte Calvi, prima di decidere di bloccarlo ci ha richiesto un parere. Non altrettanto ha fatto negli anni in cui è stato approvato il piano di coltivazione della cava e forse avremmo potuto contenere alcuni conflitti.

Il Comune di Piombino, nel 2005, ci ha incaricato di compiere, in collaborazione con il mondo scientifico, uno studio sul bosco della Sterpaia dal quale è emersa la necessità di ampliare l’area protetta; indicazione che il Comune ha fatto propria inserendola nella recente variante al piano del parco. Non altrettanto ha fatto per le modifiche apportate alla previsione dei parcheggi lungo la costa del parco. In quel caso il Comune ci ha invitato a presentare osservazioni nelle quali abbiamo espresso le posizioni da tempo note.
Il Comune di San Vincenzo, nel 2005, ci ha chiesto un parere sulla revisione delle previsioni urbanistiche per Rimigliano per interventi esterni alle aree da noi gestite; parere che, insieme ad altri, lo stesso Comune ha assunto come motivo per la rielaborazione della variante urbanistica.

Inoltre, come ben sanno i Comuni, i pareri della Società Parchi sono facoltativi, nel senso che non esistono disposizioni che obbligano a richiederli né a tenerne di conto. Dispiace dunque che quello che è stato un normale e proficuo rapporto di collaborazione volontaria tra i Comuni e la loro Società strumentale venga ora presentato alla stampa, senza ragione alcuna, come ingerenza nei poteri comunali.

Può essere che la Società Parchi non abbia competenze adeguate per fornire buone indicazioni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio, ma allora è questo che devono ricercare i Comuni e non astratte e inesistenti dispute sui poteri.

*Presidente della Società Parchi

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