[07/03/2007] Energia

Energia in Toscana: l’industria si muove e risparmia

PIOMBINO (Livorno). E’ proprio il caso di dire che quel che non poté l’ambiente fece l’economia, almeno a sentire la sfilza di interventi al convegno su sicurezza e ambiente organizzato dall’Arcelor delle grandi imprese industriali che operano a Piombino e nella costa sud della Toscana. E almeno se si circoscrive l´attenzione all´energia.

A cominciare da Enel che fra il 2005v ed il 2006 ha distribuito gratuitamente in Italia 7 milioni di lampade fluorescenti a basso consumo e che proprio a Piombino, nella centrale elettrica di Tor del Sale, diminuendo da 30 ad 8 i proiettori sulla torre faro e convertendoli a vapori di sodio ad alta pressione risparmia 20KW e 50 tonnellate di CO2, con un minor impatto anche sulla vicina oasi del Wwf di Orti Bottagone.

Ma è un’industria siderurgica classificata come energivora come la Lucchini a ritenere il risparmio energetico essenziale e, dice Francesco Semino, «se si pensa al ciclo combinato si vede come il recupero energetico e la diminuzione delle perdite sia possibile».

La Lucchini con un risparmio energetico del 10% risparmierebbe anche 9/10 milioni di euro, questa è la scala delle cifre in ballo: si tratta di 300 MW da tre centrali, prodotti anche dal recupero dei gas siderurgici e «sul tema recupero gas – ha detto Semino – al di là delle polemiche sui Cip6, c’è una forte preoccupazione per il piano delle assegnazioni e per Kyoto. E’ singolare che vengano penalizzate le attività di recupero dei gas siderurgici che altrimenti verrebbero bruciati in fiaccola. I gas sono assegnati a chi li utilizza e non a chi li produce, in Olanda e Belgio le quote vengono assegnate alla siderurgia».

Comunque la Lucchini ha annunciato una serie di progetti che spaziano dalla ristrutturazione su larga scala di impianti al sistema Top per l’efficienza che prevede piccoli correttivi per microrisparmi «piccoli passi che portano al rinnovamento», ma anche l’impegno di Federacciai per una piattaforma tecnologica dell’acciaio coerente col 7° programma quadro dell´Ue, con innovazione di processo e risparmio energetico, per esempio col passaggio diretto dal colaggio alla laminazione e con una innovazione di prodotto frutto di un legame più forte tra centri di ricerca, Università e produttori.

La Nuova Solmine di Scarlino, con 600 mila tonnellate annue, è il più importante produttore italiano di acido solforico, e dal forno e dalla caldaia recupera una quantità di calore sufficiente a risparmiare il 50% dell’autoconsumo elettrico ed il resto va in vapore. Nel 2001 il recupero di calore dal processo produttivo ha permesso un risparmio di 2.500 tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) per 363 MWh e nel 2004 il rewamping della caldaia, con il passaggio da olio combustibile a metano, ha fatto risparmiare altre 1.500 Tep e 6.800 MWh. Il progetto di recupero totale del calore ha consentito di non immettere in atmosfera 25 mila tonnellate di CO2, ma con il risparmio energetico la nuova Solmine prevede di poter raggiungere una ulteriore riduzione dell’autoconsumo di 300 tep annui.

La Tioxide, la multinazionale di prodotti chimici, a Scarlino produce biossido di titanio, e i suoi consumi energetici per tonnellata di prodotto finito dal 2000 si sono ridotti di 5 mila tep e lo stabilimento toscano ha consumi energetici del 10/15% in meno della media di quelli simili della Tioxide, mentre il conto energetico rappresenta il 20/30% dei costi di produzione. A Scarlino sono stati ridotti la produzione di vapore e 500MWh di energia, solo adottando un nuovo tipo di macinazione a secco si sono risparmiati 20.000 tonnellate di vapore l’anno e 1.600 tep., un risparmio energetico del 40%.Per i prossimi 4 anni Tioxide punta a un 5% in meno di consumi energetici attraverso apparecchiature meno energivore, risparmio ed efficienza.

Arcelor Piomino consuma tanta energia quanto 43 mila famiglie, 5 volte di più dell’intera città che la ospita e il metano utilizzato per i processi produttivi equivale al consumo medio di 26 mila famiglie. E se per anni l’attenzione energetica è stata sul contratto con i fornitori di energia, ora si pensa ai consumi ed agli sprechi.

Il monitoraggio dei consumi di gas, acqua ed energia è diventato vitale per capire quanto costa ogni singolo prodotto e non più l’insieme della produzione siderurgica. Una caldaia a recupero di energia in zincatura 4 produrrà 4 t/h di vapore per la distribuzione interna, con un risparmio di 600 mila mc di gas; il nuovo forno di verniciatura 3 porterà ad una riduzione di consumi di metano del 19% e del 7% di energia elettrica.

Progetti di ottimizzazione che riguardano anche l’energia termica dei fumi (-20% dei consumi di metano e di elettricità), l’acqua salata e l’acqua osmotizzata e l’aria compressa, motori ad alta efficienza e l’installazione di pannelli solari, ma anche la realizzazione di un dissalatore per ridurre l’emungimento dei pozzi e conservare le risorse idriche del territorio.

Progetti, intenzioni e realizzazioni che hanno fatto dire all’assessore all’ambiente della regione Toscana, Marino Artusa (Nella foto): «Si conferma che è arrivato il momento, che si può passare il testimone alle imprese. Parlare di energie rinnovabili e di risparmio energetico non è più una moda da ambientalisti ma un grande business economico». C´è solo da aggiungere, da parte nostra, che sul risparmio di materia non si è speso una parola che sia una. In una area dove la produzione di rifiuti industriali sfiora i due milioni di tonnellate all´anno (i 4/5 per intendersi, di tutta la produzione di rifiuti urbani della Toscana). Ma si vede che questo capitolo l´assessore intende affrontarlo e risolverlo con i controlli satellitari.

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