[07/03/2007] Parchi

Parchi, da rivedere la legge regionale 49 e il ruolo delle Anpil

LIVORNO. Gli amministratori pisani e livornesi si sono nuovamente incontrati a Pisa per fare il punto sulle aree protette delle due province presente l’assessore regionale Marino Artusa.
Il tema era la costa e il ruolo che stanno appunto svolgendo le diverse aree protette presenti dal Parco regionale di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli ai parchi provinciali e interprovinciali come Montioni fino all’Arcipelago Toscana area grossetana inclusa.

Poco meno di un anno fa gli stessi amministratori si erano incontrati sempre per iniziativa della Legautonomie a Livorno. Nel frattempo il protocollo costiero tra la regione e le due province ha permesso di registrare alcune importanti novità e significative conferme che fanno di quest’area una delle più interessanti anche per la varietà delle esperienze. Un parco regionale, un parco nazionale alla vigilia della sua ripartenza, parchi interprovinciali tra Livorno e Grosseto, i monti livornesi e il ruolo dela provincia, una serie di Anpil specie ma non solo sul monte pisano, alcune nuove aree marine come la Meloria e le Formiche, che dovrebbero finalmente uscire dai cassetti ministeriali ed altro ancora di cui hanno parlato fornendo dati e puntuali informazioni il sindaco di Collesalvetti Nista, gli assessori provinciali Picchi e Marrocco, il presidente del parco Lunardi e l’assessore Artusa, il prof Deranieri del Consorzio di biologia marina di Livorno.

Ne è emerso un quadro confortante per gli impegni a tutela della costa, contro l’erosione e a sostegno della biodiversità a partire dalla posidonia e per una pesca sostenibile tutti traguardi perseguibili se riusciremo a tener conto di tutti gli interessi in gioco, ad esempio, i pescatori.

Ma proprio qui si è potuto - come già un anno fa a Livorno -
constatare che la legge regionale 49 sulle aree protette che ha superato il decennio deve essere al più presto rivista per riaffermare in termini più netti e precisi il ruolo ‘speciale’ della pianificazione dei parchi in Toscana. Così come si deve rivedere con accortezza e flessibilità il ruolo delle Anpil che in più d’un caso prive di qualsiasi regolamento appaiono più degli ‘espedienti’ per ottenere qualche finanziamento aggiuntivo piuttosto che un rafforzamento delle rete delle aree protette che debbono fare sistema.

Le Anpil in più d’un caso dovrebbero diventare un’altra cosa per evitare situazioni tipo val d’Orcia che non fanno certo onore al sistema delle aree protette della nostra regione. L’assessore Artusa ha convenuto su questa esigenza e sulla opportunità di procedere con la indispensabile flessibilità per evitare soluzioni che non tengano conto delle diverse realtà. Non sarebbe per questo male – come qualcuno ha proposto - di pensare ad una conferenza regionale che risulterebbe tanto più opportuna se – come si dice - ad autunno si terrà la nuova conferenza nazionale dei parchi.
Insomma i parchi dopo il tanto parlare di urbanistica di questi mesi debbono poter fare al meglio la loro parte perché il governo del territorio in toscana si riappriopi a tutti gli effetti delle grandi tematiche ambientali specialmente - ma non solo - sulla costa.

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