[06/03/2007] Aria

Nanopolveri e termovalorizzatori, Bianchi: «Serve prospettiva più ampia»

FIRENZE. Al seminario sulle polveri ultrafini organizzato da Legambiente Toscana, la discussione si è spostata poi sulla questione termovalorizzatori, anche se rispetto alle “nanopolveri” la questione, dalle evidenze riportate, non appare centrale.

«Dagli anni ’80 c’è stato un avanzamento tecnologico enorme nella costruzione degli impianti - afferma Duccio Bianchi della Direzione di Ambiente Italia e Segreteria Nazionale di Legambiente - non tanto nella tecnologia di combustione che comunque è migliorata, ma le innovazioni importanti si sono avute nel trattamento dei fumi. Oggi il peso degli impianti di incenerimento sulla qualità dell’aria è notevolmente minore».

Bianchi afferma che ha senso riaprire il dibattito sulla questione sanitaria solo se si inquadra il problema in una prospettiva più ampia «è giusto applicare il principio di precauzione, avere dei dubbi, avere un atteggiamento cauto perché non ci sono studi sufficienti, ma bisogna anche fare un’analisi almeno grossolana costi/benefici ed andare ad indirizzare gli sforzi su quelle che sono le fonti che hanno un peso maggiore e che incidono di più per questo tipo di inquinamento».

Per quanto riguarda i rifiuti in senso stretto, Duccio Bianchi si è soffermato sulle politiche di gestione che devono essere migliorate (per la Toscana ha espresso perplessità sul raggiungimento degli obiettivi dichiarati dalla Regione ndr) e sul coinvolgimento dei cittadini specialmente in materia di localizzazione degli impianti.

«Devono essere avviati processi concertati e negoziati perché se da un lato vado ad aumentare la pressione ambientale in un´area, sempre dal punto di vista ambientale devo andare a risarcire, a compensare le ricadute per avere grosso modo un impatto zero se non un globale beneficio. La politica - conclude Bianchi - si deve far carico di tener dentro questo tema, fare un passo indietro per cercare di individuare le soluzioni, per poi farne due avanti al momento della decisione».

Sostanzialmente d’accordo con Duccio Bianchi si è dichiarato Stefano Ciafani, Responsabile Scientifico di Legambiente «la nostra associazione è stata da molti anni attenta al tema delle polveri ed ha cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica anche attraverso campagne ad effetto mediatico come Mal´aria con le lenzuola appese alle finestre. Abbiamo incalzato poi i decisori politici per una revisione della normativa. Oggi la questione termovalorizzatori va affrontata in modo laico, con prudenza, inserendola in una corretta gestione dei rifiuti, sapendo però che per alcuni inquinanti l’industria petrolifera, la petrolchimica, la siderurgica i cementifici hanno impatti ed influenze ben superiori». Ciafani conclude ricordando comunque l’impegno di Legambiente anche per il miglioramento del sistema di monitoraggio.

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