[06/03/2007] Parchi

Pesca ed acquari minacciano la sopravvivenza di anguille, coralli, squali, aragoste e pesci sega

LIVORNO. La convenzione sul commercio internazionale della specie di fauna e flora selvatiche in pericolo (Cites), nel prossimo congresso che si terrà a giugno all’Aia, ha pubblicato una valutazione tecnico-scientifica provvisoria su circa 40 nuove proposte di emendamento delle regole commerciali che verranno proposte ai governi. Molte delle proposte riflettono la crescente preoccupazione internazionale per la distruzione accelerata delle risorse, soprattutto per la sovrapesca e lo sfruttamento delle foreste, altre mirano alla la protezione o all´uso sostenibile di piante, rettili, uccelli e mammiferi oppure chiedono di riconoscere i successi ottenuti spostando le specie dalle appendici che regolano le varie categorie di rischio.

Secondo la Fao, nel 2002 l’industria della pesca mondiale (esclusa l’acquacoltura) ha prodotto 93,2 milioni di tonnellate di pesci, 84,5 milioni sono specie marine, per un valore di 78 miliardi (all’ingrosso). Circa il 47% degli stock di pesci o di altre specie marine commestibili è sfruttato completamente, il 18% sovrasfuttato il 10% significativamente esaurito o sta recuperando dal pericolo di estinzione. Tra le proposte di quest’anno di inclusione negli allegati Cites, ci sono due specie di squali, i pesci sega, l’anguilla europea, il corallo rosa, due specie di aragoste ed un pesce cardinale.

L’anguilla europea (Anguilla anguilla) depone le uova nel mar dei Sargassi nell´Atlantico orientale. Le larve seguono la corrente del Golfo per raggiungere le foci dei fiumi europei ed iniziare un ciclo vitale triennale. Sono un cibo molto popolare degli ecosistemi litoranei e d´acqua dolce in Europa e nel Mediterraneo, ma attualmente gli stock sono in drammatico declino a causa dell’ overfishing protrattosi per decenni e della rarefazione degli habitat. La Germania e l’Ue propone di inserire l´anguilla sull´allegato II con la richiesta di permessi di esportazione.

Lo spinarolo (Squalus acanthias) è un piccolo squalo una volta abbondante in acque temperate ed ora sovrasfruttato per la sua carne molto ricercata in Gran Bretagna. Il suo lento tasso di riproduzione lo rende particolarmente vulnerabile alla pesca eccessiva, inoltre tende a spostarsi in branchi di centinaia o migliaia di individui facilmente intercettabili dai pescherecci. Per questo la Germania, a nome dell’Ue propone di inserire gli spinaroli nell´allegato II (che controlla il commercio attraverso un sistema di permessi) e di stabilire un programma sostenibile di prelievo della specie.
Lo squalo smeriglio atlantico (Lamna nasus) è in declino considerevole nel Nord Atlantico e nel Mediterraneo a causa della pesca insostenibile per la carne e soprattutto per le pinne di grande valore sui mercati asiatici.. La Germania e l’Ue fanno notare la mancanza di dati certi sulle catture globali di questa specie e chiedono alla Cites che i permessi di esportazione sui mercati internazionali siano concessi solo alle industrie di pesca che accettino controlli di sostenibilità e mantengano esattamente le quote concesse.

Il più usato tutti i coralli è quello rosa o dentellare (Corallium secundum ) pescato da oltre 5.000 anni a scopi decorativi. Si tratta di grandi colonie di piccoli polipi marini che vivono nei mari tropicali, subtropicali e temperati, in reefs che rappresentano un habitat estremamente importante per innumerevoli specie marine, ma la raccolta insostenibile e la distruzione di intere colonie con le reti da pesca hanno condotto ad un drammatico declino della popolazione di corallo rosa, tanto che gli Stati Uniti propongono di aggiungerlo all´allegato II per controllarne il commerci.

Una volta erano diffusi tropici nelle zone costiere, alle latitudini temperate e dal vivere principalmente, oggi i pesci sega hanno visto le loro popolazioni declinare anche del 90%. Il loro curioso rostro, i denti, le pinne e le altre parti del corpo raggiungono prezzi elevati sia perché usati nella medicina tradizionale, sia come curiosi souvenirs, mentre gli esemplari vivi sono ricercati dagli acquari. Kenia, Nicaragua ed Usa chiedono di inserire i pesci sega nell´allegato I, per proibirne il commercio internazionale.

Il pesce cardinale banggai o pesce ghiacciolo (Pterapogon kauderni) è molto usato negli acquari domestici, ed a questo scopo, dal 1995, ogni anno vengono pescati tra i 700 mila ed i 900mila di questi pesci, in un’area geografica limitata e sfruttando una piccola popolazione con abitudini riproduttive particolari che la rendono particolarmente vulnerabile al sovrasfruttamento. Gli Usa chiedono un maggiore controllo Cites per questa specie attraverso il sistema del permesso e incoraggiandone l’allevamento che potrebbe rispondere alla richiesta di pesci cardinale.

Il Brasile propone di inserire nell´Appendice II le popolazioni brasiliane di aragoste dei Carabi (Panulirus argus) e dell’aragosta Smoothtail (Panulirus laevicauda) che dopo 50 anni di intenso sfruttamento commerciale sono sovrapescate per esportarle sui mercati internazionali. Le aragoste vivono in acque costiere, compresi i reefs corallini e le praterie di alghe ed occorrono circa quattro anni perché raggiungano la maturità riproduttiva.

Torna all'archivio