[05/03/2007] Urbanistica

Carrara, al via la verifica cava per cava della commissione

CARRARA. Giovedì 8 marzo si insedierà ufficialmente la commissione costituita dal Comune di Carrara che dovrà verificare cava per cava la legittimità delle attività estrattive, dopo le numerose segnalazioni che sono arrivate nei mesi scorsi da Legambiente. L’associazione ambientalista però non fa sconti a nessuno e rinnova la richiesta di ulteriori dati inviata al sindaco Giulio Conti e al responsabile dell’ufficio marmi Mario Marisaldi.

«Nei giorni scorsi – spiegano da Legambiente - divulgando i dati del 2006 (quasi identici al 2005, salvo l’aumento dei quantitativi estratti) abbiamo mostrato non solo che l’abnorme percentuale di detriti era la regola (non l’eccezione), ma anzi che dal 2001 al 2006 la percentuale di detriti era aumentata dal 78,4% all’82,8%. Tuttavia – sollecitano gli ambientalisti - non abbiamo potuto verificare l’andamento negli anni cava per cava poiché il Comune per gli anni 2001-2004 ci ha fornito solo i dati globali e, per il 2005 e 2006, ha assegnato alle cave una numerazione che non consente di identificare la stessa cava da un anno all’altro. Non siamo perciò ancora in grado, ad esempio, di dire che una data cava produce da ben sei anni oltre il 90% di detriti, il che rappresenterebbe una grave violazione del regolamento degli agri marmiferi, non solo da parte della cava stessa, ma ancor prima da parte dell’ufficio marmo comunale che l’ha consentita».

Il responsabile dell’ufficio marmi Mario Marisaldi replica: «Quando ci vedremo di persona in commissione – spiega – farò vedere a Legambiente perché non gli abbiamo fornito quei dati: semplicemente perché all’epoca non esistevano».

Se per il Cigno verde l’Ufficio marmo «scuce i dati col contagocce e in modo da impedirci di verificare l’esistenza di comportamenti illegali», per Marisaldi è invece «un modo assai strano di comportarsi: un giorno mi chiedono i dati. Quando glieli do me ne chiedono altri e se non glieli do subito mi minacciano di denuncia per omissioni di ufficio. Non capisco proprio, in commissione ci sono anche loro e attraverso la commissione avranno la possibilità di accedere anche a dati che noi ora non possiamo diffondere per non incorrere in violazioni della privacy».

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