[05/03/2007] Comunicati

Cina: più tasse per giustizia sociale, difesa ambiente e crescita consumi

LIVORNO. Il governo cinese ha annunciato aumenti di spesa per migliorare i redditi e i servizi sociali per i poveri urbani e gli agricoltori, per guidare la crescita economica verso uno sviluppo più stabile. Nel bilancio di previsione 2007 il governo comunista prevede aumenti del 42% per la formazione, dell’ 87% per la sanità, del 15% per le aree rurali e del 14% la previdenza sociale.
Per limitare le ripercussioni nocive dello sfrenato sviluppo economico sui cittadini comuni, il primo ministro Wen Jiabao ha chiesto di imporre limitazioni precise per frenare i prezzi delle abitazioni, ridurre l´inquinamento e limitare le confische di terreni agricoli per lo sviluppo urbanistico e la speculazione.

L’aumento della spesa sociale è uno degli obiettivi sottolineati da Wen Jiabao dal presidente cinese Hu Jintao per distribuire più uniformemente i frutti dello sbalorditivo sviluppo cinese. Dopo anni di mano libere all’arricchimento, il governo comunista cerca di affrontare il crescente divario tra ricchi e poveri, preoccupato delle crescenti proteste per le pensioni da fame, la disoccupazione, l’inquinamento e i furti di terra legalizzati. Davanti al Congresso del Popolo il primo ministro ha detto che è fondamentale «limitare il gap in aumento tra i livelli di reddito ed espandere la domanda di beni di consumo. Prenderemo varie misure per aumentare i redditi sia dei residenti urbani che rurali, delle fasce basse e medie dei redditi».

Oltre ad una maggiore giustizia sociale, l´enfasi posta sull´aumento dei redditi punta ad aumentare la domanda di beni di consumo da parte delle famiglie, riducendo la dipendenza dell´economia dall´investimento straniero e dalle esportazioni che stanno provocando attriti commerciali con gli Usa e l´Europa. «Ci sono ancora problemi strutturali seri per l´economia» ha detto Wen detto, citando lo squilibrio commerciale cinese, le riserve monetarie gonfiate di valuta estera e un sistema bancario ancora debole.

La spesa totale dall´amministrazione centrale dovrebbe aumentare del 14,4%, circa 335 miliardi di dollari, con un deficit annuo di 31 miliardi, quasi il 17% in meno del 2006, grazie all’incremento di riscossioni delle tasse, ma la crescita dovrebbe fermarsi a “solo” l’8%, ben sotto il 10,7 per cento dell’anno scorso. L´espansione economica troppo veloce ha creato problemi al governo che teme una crisi del credito, tanto che Wen ha annunciato un esame più accurato nel finanziamento dei nuovi progetti di sviluppo.

Ma intanto i forzieri del fisco cinese si riempiono: nel 2006 i redditi di imposta sono aumentati del 24% e le proiezioni indicano una ulteriore crescita del 15% per quest’anno, anche tenendo conto dell’aumento della spesa sociale.

Il primo ministro comunista ha annunciato investimenti per 51 miliardi di dollari nelle campagne, dove vive la maggior parte della popolazione cinese vivono, con un aumento del 15% delle spese che andrà soprattutto ad agricoltura, scuole, ospedali. Altri 27 miliardi sono stati stanziati per «una rete di sicurezza sociale, per proteggere gli anziani e l’imponente esercito di lavoratori che emigrano dalle varie regioni rurali alle grandi metropoli cinesi.

Uno sforzo di redistribuzione del reddito che in quella che è ancora nominalmente una Repubblica Popolare dovrà partire da quelli che per noi sono diritti acquisiti: pensioni di vecchiaia, assistenza sanitaria pubblica di base e sicurezza sociale.

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