[02/03/2007] Acqua

Siccità, priorità all´acqua potabile

LIVORNO. Da giorni si leggono sui giornali, allarmi da varie parti per la carenza d’acqua che in estate potrebbe diventare drammatica. Prima l’agricoltura. Poi l’industria della produzione idroelettrica. I cambiamenti climatici dunque si fanno già sentire nel settore economico e produttivo. E data la scarsità di acqua piovuta e la quasi assenza di neve sulle montagne, si preannuncia un´altra estate di sete.

Un orizzonte carico di nubi oscure che difficilmente però si trasformerà in pioggia utile. Infatti, anche se si verificheranno, come presumono gli esperti, precipitazioni nella norma stagionale, i problemi di scarsità di acqua – come afferma la Cia, confederazione italiana degli agricoltori - non saranno risolti. Questo perché a marzo, aprile e maggio l’evaporazione al suolo è abbastanza consistente e così i terreni non assorbiranno l’acqua necessaria e la siccità avrà il sopravvento. E’ nel periodo novembre-febbraio infatti che si ricaricano le falde acquifere.

Quest’anno, però, neve (soprattutto) e pioggia sono cadute con il contagocce. Neve sugli sugli Appennini non c’è, mentre sulle Alpi è la metà di quella che c’era lo scorso anno. E tra l’altro la scarsità di neve caduta ha determinato un ulteriore prelievo di acqua, per poter garantire - sparandola - quel minimo di neve necessaria ad imbiancare le piste e a salvare – almeno in parte- una stagione sciistica ormai ridotta ai minimi termini. Tutta l’agricoltura italiana è, dunque, in stato di allarme. Dal Piemonte alla Sicilia.

Ma è in allarme anche il settore della produzione idroelettrica, per i bacini che sono mezzi vuoti e per un indice di producibilità che dai dati di Terna, la società che ha in mano le reti di distribuzione, è sceso a 0,53 contro lo 0,85 del gennaio scorso. E già si cominciano a prendere provvedimenti. Ieri la Regione Lombardia ha chiesto alle società idroelettriche di ridurre la produzione delle centrali ad alta quota per non impoverire ulteriormente i bacini. Le confederazioni degli agricoltori chiedono un piano irriguo, per affrontare una situazione di pesante difficoltà per gli agricoltori, ma che avrà riflessi anche per i consumatori.

Oltre ad un´estate secca, si preannuncia quindi anche già torrida per il clima che si instaurerà per gli usi cui sarà destinata la poca acqua presente nelle scorte idriche. Si riaffacciano quindi i temi delle concessioni e delle priorità sugli usi, che primo fra tutti dovrebbe essere quello potabile, ma spesso non si tiene conto nel governo dell’acqua della conflittualità e della (spesso) inconciliabilità tra le funzioni collettive, gli usi collettivi pubblici e quelli privati, tra uso e tutela. E per questi motivi spesso l’uso prioritario che è quello potabile, viene invece relegato all’ultimo posto.

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