[23/02/2007] Comunicati

Efficienza energetica e mobilità sostenibile fra i 12 punti di Prodi

LIVORNO. Programma per l’efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori; e ancora rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione) e impegno per la mobilità sostenibile. Un stralcio del programma elettorale del centrosinistra? No. Sono due dei dodici punti dettati da Prodi (Nella foto) per la ripresa dell’attività di governo e stabiliti nel documento uscito dal vertice dei leader dell’Unione ieri sera. Approvato all’unanimità dai leader della maggioranza sarà presentato oggi al Presidente della Repubblica Napolitano.

La sostenibilità ambientale continua ad essere presente nell’impegno politico del Governo. Pur con le sue spine sulle quali dover trovare sintesi come nel caso della Tav e dei rigassificatori. Ma il fatto che non si sia messo tutto da parte – come in molti si sarebbero aspettati – pur di governare, è di quelli che greenreport non può che evidenziare. Un governo in piena crisi che pone fra i punti per superarla l’efficienza energetica, la diversificazione delle fonti energetiche, la mobilità sostenibile, non è roba da tutti i giorni e, soprattutto, non sarebbe roba da destra.

Perfino Italia Oggi, stamani, dedica un’apertura di pagina alle richieste delle Pmi (piccole e medie imprese) di poter partecipar attivamente alla programmazione operativa del piano sull’efficienza energetica varato lunedì dal Governo. Lo fanno attraverso Tommaso Campanile, responsabile del dipartimento competitività e ambiente della Cna. Evidentemente preoccupato che la crisi di Governo metta in discussione una manovra che lui stesso definisce così: «Già la Finanziaria, ma soprattutto il nuovo piano approvato dal Governo, sembrano far sperare in una politica più attenta alle criticità che il settore rappresenta, ma soprattutto alle grande opportunità che l’efficienza energetica e lo sviluppo di nuove tecnologie pulite possono apportare al nostro sistema politico».

Dunque qualcuno si sta accorgendo che questo traballante governo prova a dare qualità allo sviluppo. E che comunque – e la nostra non è una ode a favore di una coalizione politica (più volte criticata anche da noi) ma a favore della sue azioni concrete (più volte lodate anche da noi) - questo governo non dimentica per la fase 2 (se ci sarà e speriamo di sì) la sostenibilità nè che questa è la strada obbligata per un nuovo sviluppo. Prodi lo fece già capire a Caserta. Andrà avanti su questa strada anche con un “impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione”. Ci sarà da orientarla questa innovazione, secondo il criterio direttore della sostenibilità. La strada non è certo spianata, è piena di contraddizioni, di pericoli e di imboscate. Ma, francamente, sarebbe sconfortante ritrovarsi a fare i conti con "l´ambientalismo antropologico" di Matteoli.

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