[23/02/2007] Acqua

In Asia l’acqua è poca e mal gestita

LIVORNO. In Asia vive il 60% della popolazione del Pianeta ma ci sono solo il 36% delle risorse idriche, mentre la velocissima crescita economica sta producendo una richiesta d’acqua sempre più forte ed insostenibile, senza nessuna vera azione di governo globale del problema e progetti per difendere le risorse idriche dall’inquinamento e avviare il risparmio di acqua.

Un forum internazionale di esperti ha invitato i governi dell’Asia-Pacifico a mettere in agenda una migliore amministrazione delle risorse idriche e la prevenzione dei disastri climatici. Per l’ Asia Pacific Water Forum la bassa priorità di intervento che viene data alle questioni idriche ha prodotto una cattiva gestione, inquinamento ed una diffusa mancanza di accesso all’acqua potabile e di risanamento delle risorse. Inoltre il disinteresse per il ciclo dell’acqua è il massimo responsabile di inondazioni mortali come quelle che hanno recentemente sconvolto la capitale indonesiana Jakarta.

Il Forum, che include esperti dell’Onu e dell’Asian Development Bank (Adb), sta preparando un documento da presentare ai 49 capi di stato che parteciperanno al summit dell’acqua dell’Asia-Pacifico che si terrà in Giappone dal 3 al 4 dicembre.

«Speriamo che uno dei risultati del summit – ha detto in una conferenza stampa Tommy Koh, presidente del Water forum´s governing council - sia che nella loro dichiarazione finale i capi di governo si impegnino a rendere l‘acqua un aspetto essenziale delle grandi priorità nazionali in ognuno dei loro paesi e che si impegnino ad aumentare in maniera sostanziale gli investimenti nel settore dell´acqua».

Qualcosa dopo i disastri comincia a muoversi: il governo delle Filippine, uno dei paesi più colpiti da alluvioni e dissesti idrogeologici, ha raddoppiato a due miliardi di dollari i finanziamenti annui per migliorare i servizi idrici nei prossimi 5 anni, ma per l’Adb «occorre guardare avanti, con il supporto dei capi di Stato e dei decisori politici, per aumentare gli investimenti nelle infrastrutture idriche».

«Più siamo informati dell’aumento dei disastri collegati all’acqua – ha detto Erna Witoelar, ambasciatore speciale dell’Onu per la regione Asia-Pacifico - più realizziamo come siamo poco preparati ad affrontarli, ma anche quando i disastri accadono non sappiamo bene come gestire gli effetti di quei disastri.
In molti paesi dell’area Asia-Pacifico ci sono quattro o cinque ministeri che si occupano di acqua insieme agli enti pubblici territoriali ed altre entità. Per questo occorrono un coordinamento e controlli migliori tra ministeri ed agenzie».

La situazione di sfruttamento delle risorse idriche, collegata allo sfrenato sviluppo economico, pare così grave che in molti prevedono prossime guerre asiatiche per il controllo di acqua, fiumi e dighe ma Hideaki Oda del Japan Water Forum, spera che «se viviamo insieme, possiamo risolvere il problema dell’acqua».

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