[22/02/2007] Comunicati

Il ministro dell’ambiente buddista che vuole eliminare pacifisti e tamil

LIVORNO. Nelle redazioni dei giornali di mezzo mondo è arrivato un comunicato di un gruppo di associazioni della stampa composto da Free Media Movement, Sri Lanka Working Journalists Association, Federation of Media Employees Trade Union, Sri Lanka Muslim Media Forum e Sri Lanka Tamil journalists Alliance che chiede alla comunità internazionale e al governo di Sri Lanka di «rimanere vigile sulle minacce alla democrazia e ai diritti umani» nell’ex Ceylon.

La cosa strana è che la minaccia ai diritti umani viene da dove meno ci si aspetterebbe: dal ministro dell’ambiente Patali Champika Ranawaka, cioè da un esponente di un settore di governo che negli altri paesi è solitamente legato alla cooperazione, alla pace ed alla condivisione di uno sviluppo sostenibile.

Invece a Sri Lanka il ministro dell’ambiente è stato assegnato due settimane fa ad un esponente del partito dei monaci buddisti Jathika Hela Urumaya (Jhu) una compagine ultranazionalista che è da sempre fiero oppositore di una divisione del potere con i tamil (l’etnia di origine indiana che occupa il nord-est della grande isola asiatica), e alla mediazione norvegese nel processo di pace con le i ribelli delle “Tigri tamil”.

Patali Champika Ranawaka si è anche distinto per espressioni anti-semite e paragonando i tamil agli ebrei ha dichiarato che è necessaria «una supremazia ariano-singalese». Ma le dichiarazioni più gravi le ha date al quotidiano locale “Ravaya”, «avremo bisogno di ricorrere ad altri mezzi» ha detto, teorizzando la necessità di reprimere i tamil o i pacifisti dello Sri Lanka anche con metodi extra giudiziari, che tradotto nel linguaggio repressivo di diversi regimi autoritari asiatici può vuol dire sparizioni di dissidenti, torture, omicidi politici, carcerazioni arbitrarie, limitazioni delle libertà di stampa e di opinione.

Dichiarazioni che preoccupano molto le minoranze religiose ed etniche, visto che Ranawaka è uno stretto collaboratore del presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapakse.
Giornalisti, musulmani, tamil e la comunità cristiana accusano il ministro dell’ambiente di far propria la campagna del Movimento nazionale contro il terrorismo che vorrebbe semplicemente eliminare, politicamente e socialmente, tutti i sostenitori della causa tamil a livello politico o sociale, in particolar modo i pacifisti, gli ambientalisti e i difensori dei diritti umani che il ministro dell’ambiente ha definito in blocco «terroristi».

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