[21/02/2007] Urbanistica

Tranvia, D´Angelis: «Opera strategica per ridurre smog e traffico»

FIRENZE. «Dopo l’audizione del vicesindaco Beppe Matulli e della Soprintendente Paola Grifoni, siamo ancora più convinti che la Regione abbia speso molto bene le sue risorse per il capoluogo toscano. Abbiamo investito 31 milioni di euro destinati a finanziare il sistema delle tramvie a Firenze, un’opera strategica per ridurre smog e traffico e per dotare finalmente la città del sistema di mobilità più ecologico ed efficiente». Ad affermarlo è Erasmo D’Angelis (Margherita), presidente della commissione territorio e ambiente del consiglio regionale, al termine dell’audizione di stamattina.

«Ai comitati che protestano contro le tramvie – continua - definendole, con fantasia illimitata, ‘ecomostri’, ricordo che oggi per ogni bambino che nasce a Firenze si immatricolano 8 veicoli a motore, per ogni 100 abitanti vi sono 59 automobili, ogni famiglia possiede 3 veicoli e in alcune strade il traffico è di livello autostradale. Dati che da soli danno già un’idea dell’emergenza sanitaria, ambientale e della paralisi della viabilità urbana. Con il sistema di mobilità su rotaia siamo finalmente di fronte a interventi strutturali per il trasporto pubblico e a quella ‘cura del ferro’ che garantirà un flusso di viaggiatori di oltre 40 milioni di persone l’anno che prenderanno il tram per muoversi in città».

Per quanto riguarda l’attraversamento in piazza Duomo, D’Angelis si è detto «molto soddisfatto del via libera da parte del Ministero dei beni culturali all’attraversamento del Duomo evitando l’alimentazione aerea e prevedendo la pedonalizzazione dell’area». «Oggi siamo di fronte – ha aggiunto - ad un vero e proprio caso paradossale. Da decenni il più monumentale capolavoro della storia dell’arte custodito in piazza Duomo è ridotto ad un caotico, rumoroso e inquinato spartitraffico. E cosa succede? Che quando finalmente l’amministrazione comunale decide di restituire l’area monumentale tra le più visitate e ammirate del mondo ai pedoni, scegliendo il mezzo di trasporto urbano più pulito, scattano proteste, comitati del centrodestra, richieste di referendum. Non si era mai vista una cosa del genere! Nemmeno dichiarazioni di politici, come il portavoce di Silvio Berlusconi, l’onorevole Paolo Bonaiuti, che parlano di ‘devastazione ambientale della tramvia’, e invocano la tutela del Duomo, del Battistero e del Campanile di Giotto, quando non hanno mai speso una mezza parola contro queste opere d’arte annerite dallo smog e maltrattate da un traffico senza freni. Un conto – ha concluso D’Angelis - è discutere su come migliorare la qualità del progetto di tramvia, un conto è combatterlo assurdamente, addirittura poi nel buon nome della tutela di capolavori».

Il centrodestra – che con la richiesta di intervento dell’Unesco fatta da Bonaiuti e da Tajani aveva scelto la stessa linea dei da loro tanto vituperati ambientalisti talebani integralisti e via dicendo - ora pare puntare tutta la sua critica sui costi.

«Sembra – ha detto il consigliere Paolo Marcheschi – che per ogni km di questa tramvia i cittadini pagheranno 27 milioni di euro (54 miliardi di vecchie lire). I costi dell’opera continuano a lievitare come un jackpot di una lotteria. Se andiamo avanti così, gli stanziamenti regionali (32 milioni di euro) saranno appena sufficienti a costruirne 1 km. Con i soldi spesi per quest’opera, in poche parole, si potrebbero sostituire tutti gli autobus della Toscana come mezzi ecologici, è quindi addirittura sospetta questa ostinazione del centro sinistra nel voler fare opere faraoniche che non porteranno nessun beneficio reale ai cittadini».

«Le nostre preoccupazioni - ha concluso - sono legate anche ai progetti: troppi gli errori grossolani e troppe le improvvisazioni. Opere progettate solo su carta, che non tengono presente i dati più elementari: ad esempio lo spostamento dei cassonetti e l’abbattimento dei pali della luce (come in Viale Talenti). Visti i precedenti, ci preoccupano anche i 2 nuovi sottopassi progettati per l’opera intorno alla Fortezza».

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