[21/02/2007] Energia

Recupero energetico dai rifiuti e riciclaggio possono andare d´accordo!

FIRENZE. Tra gli obiettivi del convegno “Il recupero energetico dai rifiuti: esperienze internazionali a confronto” vi era appunto quello di dare uno sguardo alle esperienze che vengono fatte fuori dal nostro Paese. La situazione europea è stata riportata da Ella Stengler direttore del Cewep (Confederation of european waste-to-energy plants), in sostanza i gestori degli impianti di recupero energetico.

«Sono 420 in Europa gli impianti che recuperano energia e/o calore dai rifiuti, da quella parte di rifiuti che non possono essere recuperati - afferma Stengler - quindi la waste to energy va d’accordo con il riciclaggio». A supporto di questa affermazione la direttrice del Cewep ha portato l’esempio del caso olandese dove (dati 2005) si producono 624 Kg/ab/anno di rifiuti, il 65% va al riciclaggio vero, il 33% va al recupero di energia e il 2% va in discarica.

Il punto sulla ricerca nel settore della termovalorizzazione è stato fatto da Nickolas Thelemis, presidente del Wtert (Wast-to-energy research and technology council). Il professore della Columbia university ha ricordato come lo spazio per nuove discariche sia esaurito anche a New York e che i gas che vengono emessi dalle discariche (non tutto è recuperato) non vengono quasi mai messi a bilancio. Thelemis ha poi affermato come il trend delle emissioni al camino di sostanze pericolose per impianti di wast-to-energy sono in continua diminuzione (le diossine sono sotto l’1%).

Tornando in casa nostra l’impianto di Brescia è stato più volte citato dato che proprio il Wtert gli ha conferito qualche tempo fa un premio come miglior impianto al mondo. Antonio Bonomo, presidente del comitato tecnico-scientifico di Federambiente che dell’impianto di Brescia conosce i minimi dettagli, ha ricordato gli investimenti iniziali che sono stati fatti per un impianto tutto in linea doppia, l’attenzione al dimensionamento, l’attenzione alle emissioni al camino tutte ampiamente minori rispetto ai limiti riportati nella direttiva 2000/76/CE, lo scrupoloso meccanismo dei controlli, la crescita continua del riciclaggio (ormai oltre il 40% come dato netto).

«Ciò dimostra come il wast to energy non intralci il riciclaggio - afferma Bonomo - ma va detto che non c’è un automatismo contrario: cioè non aumenta il riciclaggio se si fanno gli impianti. Bisogna curare e programmare attentamente entrambi gli aspetti per garantire la sostenibilità ambientale». Bonomo ha poi concluso «considerando solo i termini ambientali affinché l’azione intrapresa abbia un bilancio ambientalmente sostenibile è necessario arrivare ad azzerare le discariche e cogliere l’opportunità di avere energia da quella parte di rifiuti che non può andare a riciclaggio. Considerato gli impegni di Kyoto, le emissioni di CO2, le fonti energetiche tradizionali in esaurimento ci pare un impegno doveroso. Non agire è una decisione, ma le cose vanno fatte bene».

Torna all'archivio