[19/02/2007] Energia

All´Iran non piace il no all´atomica: vietato l´attracco alla nave di Greenpeace

ROMA. La nave ammiraglia di Greenpeace, "Rainbow Warrior", ha cercato di attraccare nel porto di Bushehr, in Iran, per chiedere alla Repubblica islamica di rinunciare al nucleare civile e militare e di partecipare «alla creazione un´area libera dal nucleare in Medio Oriente, sia esso civile che militare, per aumentare la pace e la stabilità nella regione». Greenpeace voleva tenere una conferenza stampa a bordo, per presentare i risultati di una ricerca su come soddisfare i bisogni energetici dell´Iran senza ricorrere al nucleare ma attraverso efficienza energetica e fonti rinnovabili l´Iran può soddisfare il proprio fabbisogno energetico, risparmiando e riducendo anche il ricorso al petrolio e al gas, ma le autorità iraniane all’ultimo momento hanno negato il permesso alla "Rainbow Warrior" di entrare nelle loro acque territoriali.

«Ci sembra vergognoso - ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace - che in un momento di grandi esercitazioni navali nel Golfo non ci sia spazio per un messaggio di pace. Abbiamo ricevuto grande supporto e messaggi di amicizia da diverse organizzazioni non governative iraniane, che hanno cercato di aiutarci a far entrare la nostra nave. Continueremo comunque a cercare altre vie per trasmettere il nostro messaggio e continuare a lavorare per la pace in tutta la regione».

Ma forse non ci si poteva aspettare altro da un paese dove la possibilità di costruire centrali nucleari è ormai diventato un elemento di orgoglio nazionale «E´ ora di finirla con il dibattito sul diritto di uno stato al nucleare – dice Onufrio - Facciamo invece un passo indietro e chiediamoci se è una scelta sensata il nucleare a fronte dei numerosi rischi che pone». Forse gli Aiathollah da quest’orecchio non ci sentono molto ed è sicuramente più facile protestare in un paese che è già una potenza nucleare ma anche, con tutti i suoi difetti ed il conflitto con i palestinesi in corso, una democrazia: in Israele gli attivisti di Greenpeace hanno protestato direttamente davanti alla Knesset (vedi foto), il parlamento israeliano, a simboleggiare la minaccia nucleare sopra le nostre teste.

E pensare che all´inizio del mese, dall’altra parte del Golfo Persico, ad Abu Dhabi paese arabo e petrolifero per eccellenza, Greenpeace aveva pubblicato il rapporto "Energy Revolution" «che mostra – dice l’associazione - come si possa trasformare l´intero settore energetico e renderlo più ecologico e sicuro. Questo processo aumenterebbe la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, ridurrebbe il costo dell´energia, accelererebbe lo sviluppo economico, ridurrebbe le emissioni di gas serra e soprattutto libererebbe il Medio Oriente dalla minaccia atomica».

Torna all'archivio